Una dimora storica restaurata in tempi record: Villa Dragonetti a Paganica

Paganica (L'Aquila) - 2012

Quello di Paganica è stato un prestigioso restauro monumentale di una maestosa villa cinquecentesca in uno dei centri abitati più colpito dal terremoto dell'Aquila.

Villa Dragonetti è un complesso turistico Cinquecentesco costituito da un pregiato manufatto immerso in un florido giardino alla maniera italiana. La struttura architettonica, antica riserva di caccia, si presenta nella sua eleganza asciutta, fatta di paraste e cornici. L’interno, non da meno, presenta ambienti di pregio, arricchiti dalle alte volte, i soffitti a cassettoni, decorazioni, affreschi e busti marmorei. L’edificio sito in località Paganica è uno dei tanti maltrattati dal terremoto del 2009. L’intervento si è suddiviso in tre differenti cantieri e sono state toccate tutte i le attività eseguibili dopo un sisma: il primo cantiere ha riguardato la ‘villa principale’ ove si sono lesionati tanto le murature portanti, quanto gli apparati decorativi presenti in ogni dove nella villa.

Interventi di restauro sulle decorazioni che caratterizzano la villa nel suo stile middle europeo

Gli interni e le facciate esterne dell edificio attestano l'influenza di diversi generi stilistici a cavallo fra il XVIII ed il XIX secolo.

 

Gli immediati eventi su una prima parte del complesso, tramite anche l’istallazione delle catene metalliche all’interno e delle piastre di contrasto in facciata per riconnettere i setti murari, hanno fatto sì che abbia potuto ottenere il ripristino dell’agibilità parziale e ospitare una delle delegazioni del G8 organizzato a L’Aquila. Per l’intervento fatto sulle tante volte lesionate,in funzione della presenza di apparati pittorici, si è valutata la corretta modalità di intervento, operando o direttamente con il riposizionamento del nuovo cannucciato rifinito a intonaco,oppure dall’alto con specifiche tecniche di restauro artistico e strutturale sull’intradosso. Questa parte del complesso era vincolata da parte del Ministero dei Beni Culturali. Le altre parti del complesso interessate dall’intervento sono statela depandance e il palombaio. Nella depandance, tra le varie attività, è stato realizzato il consolidamento strutturale attraverso la realizzazione interna di una serie di portali (cerchiature) in acciaio rifinite a vista; questa è diventata l’occasione per un momento di architettura, connubio tra antico e tecnologia moderna. Le stesse cerchiature sono state connesse agli impalcati, irrigiditi attraverso l’inserimento di solette collaboranti in calcestruzzo e rete metallica elettrosaldata.

Particolare degli affreschi che testimoniano la bellezza e la ricchezza degli interni

Il tetto è stato ricostruito in legno non spingente, recuperando ove possibile la ventaglia (zampini), sono state poste fibre di carbonio in prossimità dell’appoggio sui paramenti murari, ove sono stati eseguiti diversi tratti di scuci e cuci; le fibre sono state poi mascherate dietro l’intonaco a calce.Il palombaio invece è stato demolito (poiché senza alcun valore storico e notevolmente lesionato) e ricostruito ex novo con una struttura portante in acciaio, tamponamenti in poroton rivestiti dal cappotto termico, finitura esterna in tonachino con velatura e tetto in legno.

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