edilizia storica

Palazzo della Signoria

Intervento di restauro conservativo che ha restituito alla città di Jesi un simbolo riconoscibile, salvaguardando materiali originari e continuità storica.

CITTÀ
Jesi - AN
periodo di realizzazione
1997

Nel cuore di Jesi, in Piazza Colocci, il Palazzo della Signoria rappresenta un unicum nella storia dell’architettura civile rinascimentale marchigiana: l’unica opera civile di Francesco di Giorgio Martini, con una composizione rigorosa in laterizio e un doppio ordine di finestre “alla guelfa”, cui si aggiungono elementi storici legati alla torre attribuita ad Andrea Sansovino. Colpito dal sisma del 1997, l’edificio, sede della Biblioteca Comunale Planettiana, ha richiesto un programma di restauro e miglioramento sismico in grado di coniugare la tutela del bene con l’esigenza di ripristinare pienamente la fruizione pubblica. La committenza, rappresentata dall’Amministrazione comunale di Jesi e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona, Pesaro e Urbino, hanno sollecitato un approccio conservativo e prestazionale al tempo stesso: salvaguardare le superfici storiche a vista e gli apparati decorativi, intervenendo sulle vulnerabilità strutturali con soluzioni compatibili e riconoscibili. La posizione centrale dell’edificio, l’elevato valore simbolico per la cittadinanza e la necessità di garantire continuità d’uso culturale hanno orientato scelte metodologiche e operative puntuali.

Intervento

L’operazione ha combinato restauro architettonico e risanamento conservativo con un miglioramento sismico mirato delle strutture. Le facciate esterne e la corte interna sono state oggetto di “cuci e scuci”, inserimento di tiranti e piastre metalliche e ricomposizione delle tessiture murarie, con protocolli di lavorazione calibrati sulle superfici in laterizio e sulle decorazioni lapidee. I soffitti lignei cinquecenteschi sono stati restaurati e irrigiditi mediante l’applicazione di solette armate collaboranti, per assicurare un comportamento diaframmato degli orizzontamenti e migliorare la risposta globale del fabbricato. In copertura si è operato con lo svuotamento e il rinforzo delle volte, la realizzazione di una nuova orditura lignea, la posa di pianelle, guaina e coppi di recupero, salvaguardando profilo e matericità. Particolare rilievo ha avuto il restauro dell’“antica macchina” dell’orologio della torre civica: un intervento specialistico su ingranaggi e meccanismi che ha restituito funzionalità a un dispositivo identitario per la comunità. La cantierizzazione, inserita in un contesto urbano storicamente denso e con limitati spazi di manovra, è stata pianificata per fasi, con compartimentazioni temporanee e una gestione attenta delle interferenze, minimizzando gli impatti sulla piazza e sulla biblioteca.

Evidenze

Il sistema strutturale è stato affrontato secondo il principio della compatibilità e della riconoscibilità. Le murature portanti hanno ricevuto integrazioni e ricuciture puntuali, con dispositivi di collegamento (tiranti, piastre) e con tecniche di “cuci e scuci” per ripristinare la continuità meccanica nel rispetto della tessitura originaria. Gli orizzontamenti lignei storici sono stati resi collaboranti mediante solette armate leggere, incrementando rigidezza e capacità di ripartizione delle azioni, senza snaturare le caratteristiche materiche e formali dei solai. In copertura, il rinforzo delle volte e la nuova orditura lignea hanno migliorato la sicurezza e la durabilità, mantenendo invariati i caratteri architettonici, mentre la scelta di coppi di recupero garantisce continuità estetica e compatibilità. Dal punto di vista dei materiali, sono stati impiegati legni selezionati e sistemi di connessione coerenti con la tradizione costruttiva, malte compatibili per le integrazioni murarie, oltre a dispositivi metallici di rinforzo dove necessario. Le soluzioni architettoniche hanno preservato facciate, corti, portici e dettagli lapidei, con interventi conservativi sugli apparati decorativi e sulle superfici a vista. Prestazionalmente, l’edificio ha beneficiato di un miglioramento sismico che ne ha aumentato l’affidabilità d’uso, proteggendo funzioni pubbliche e patrimonio. La qualità esecutiva è stata garantita da controlli di processo e dalla tracciabilità delle lavorazioni, con attenzione al dettaglio costruttivo e alla leggibilità degli interventi.