architettura contemporanea

Complesso ricettivo “La Buona Maniera”

Ricostruzione “Com’era, dov’era” di un casale rurale, con materiali di recupero e dotazioni impiantistiche d’eccellenza, per un’ospitalità sofisticata nel paesaggio marchigiano.

CITTÀ
Monteprandone - AP
periodo di realizzazione
2021
Il progetto interessa la ricostruzione integrale di un edificio rurale tipico della campagna marchigiana, nel territorio di Monteprandone (AP), con destinazione a struttura ricettiva di alto livello. L’opera, originariamente un casale a due piani in muratura di mattoni con scala esterna, insiste su un fondo agricolo di circa dieci ettari con uliveti e campi coltivati. La committenza privata ha richiesto la preservazione del carattere e della riconoscibilità tipologica dell’edificio originario, evitando l’introduzione di elementi mimetici o artificiosamente “storici”, e al contempo l’adeguamento alle prestazioni strutturali, energetiche e impiantistiche conformi agli standard contemporanei e alle normative vigenti per le strutture ricettive. Le indagini preliminari hanno evidenziato un quadro di forte compromissione del manufatto, privo di fondazioni e con vulnerabilità sismiche diffuse nei paramenti murari; da ciò è scaturita l’opportunità di un intervento di ricostruzione integrale, impostato sulla salvaguardia della materia e della grammatica architettonica attraverso il reimpiego selettivo dei materiali originari.

L’intervento​

La strategia è stata declinata secondo il principio “Com’era, Dov’era” in chiave prestazionale, con smontaggio selettivo del fabbricato esistente, recupero, pulitura e catalogazione dei materiali lignei e laterizi, e ricomposizione su un nuovo organismo conforme alle norme sismiche ed energetiche. L’impresa ha condotto lo smontaggio in fasi controllate, riducendo al minimo la perdita di materiale e preservando le patine storiche dei mattoni di cortina. È stato realizzato un telaio portante in cemento armato su platea di fondazione, sostitutivo del sistema originario privo di fondazioni, e sono stati adottati solai in putrelle e laterizio a voltine a sesto ribassato. Questa soluzione, storicamente diffusa in Italia tra gli anni Venti e Trenta, consente un dialogo coerente con il lessico tradizionale garantendo al contempo capacità portante e regolarità di risposta. L’involucro esterno è stato ricostruito mediante una cortina di mattoni di recupero, integrati con pezzi compatibili per tessitura, formato e cromia. Per la stabilità fuori piano della cortina è stato predisposto un sistema di antiribaltamento basato su intonaci armati, tasselli e connettori, con legature alla tamponatura interna e al telaio in cemento armato, in modo da assicurare il comportamento scatolare dell’insieme. Gli elementi di nuova produzione sono stati risolti con linguaggio razionale e materiali contemporanei, evitando falsi storicismi e garantendo la leggibilità tra antico e nuovo secondo i principi del restauro riconoscibile. La copertura è in legno nuovo, con manto di coppi di recupero e lattonerie in rame; gli infissi sono progettati ex novo secondo i disegni d’epoca, con soluzioni differenziate che prevedono il legno per i piani superiori e il ferro e l’alluminio per il piano terra. Le finiture interne sono coerenti con il carattere del manufatto e attingono a collezioni storiche riproposte in chiave contemporanea.

Evidenze

Il sistema strutturale prevede una platea di fondazione in cemento armato studiata per uniformare la risposta del terreno e ridurre le irregolarità rispetto all’assetto originario, un telaio in cemento armato con regolarità planimetrica e altimetrica, dettagli di duttilità conformi alla normativa sismica, e solai in putrelle metalliche e laterizio con voltine a sesto ribassato integrati mediante idonei collegamenti al telaio. L’involucro esterno è costituito da una cortina di mattoni di recupero con dispositivi di connessione per l’antiribaltamento e l’ancoraggio alla struttura portante. I materiali impiegati comprendono mattoni di recupero selezionati, puliti e reimpiegati con integrazioni puntuali di pezzi compatibili, cemento armato per il telaio e per gli elementi razionali di nuova produzione, legno per la struttura di copertura, rame per le lattonerie e coppi di recupero per il manto, serramenti nuovi coerenti con i profili storici e finiture interne che riprendono serie di design storiche rieditate. Le soluzioni architettoniche perseguono la distinzione riconoscibile tra parti storiche e nuove, con cortina in laterizio dalle tessiture e cromie tradizionali e componenti strutturali e di finitura contemporanei esplicitamente dichiarati; il disegno del parapetto del terrazzo è stato riprodotto conforme all’originale e la composizione degli spazi risponde al programma ricettivo con aree di soggiorno, cucina, camere con servizi, balconi panoramici e predisposizione della zona wellness. Dal punto di vista prestazionale, l’edificio è dotato di impianti ad alta efficienza, climatizzazione a pavimento per riscaldamento e raffrescamento, ventilazione meccanica controllata, sistemi di controllo dell’umidità e termocamino al piano terra, con isolamento e tenuta dell’involucro calibrati per comfort termico e igrometrico, con attenzione alla durabilità e alla manutenibilità. Il reimpiego di materiali locali e di recupero ha ridotto il rifiuto da demolizione e valorizzato il ciclo di vita del manufatto.