edilizia storica

Complesso residenziale San Tommaso

Restauro filologico di un isolato storico, con miglioramento sismico, comfort avanzato e involucro classe A integrato in un contesto monumentale tutelato.

CITTÀ
Ascoli Piceno
periodo di realizzazione
2014
Nel cuore del centro storico di Ascoli Piceno, tra Corso di Sotto, Via Buonarroti e Piazza San Tommaso, il complesso del Condominio San Tommaso si innesta su preesistenze medievali e assume la forma attuale tra XVII e XX secolo. La stratificazione d’uso ha generato un organismo edilizio composito e tecnicamente eterogeneo: nato sui resti di abitazioni medievali, era in origine la sede del convento delle Congregazione delle suore oblate agostiniane del Santissimo Bambino Gesù di Ascoli Piceno; successivamente fu indemaniato e divenne Accademia e Residenza dei Reali Carabinieri, avrebbe dovuto poi ospitare la Corte d’Assise della città ed infine (1979) venne trasformato in Istituto Tecnico per Geometri (ITCG Umberto I). Il committente richiedeva un intervento integrale di recupero, consolidamento e rifunzionalizzazione, con cambio di destinazione d’uso a residenziale di alto profilo, valorizzando le qualità storiche e architettoniche e garantendo prestazioni contemporanee in termini di sicurezza, comfort e sostenibilità. Le principali criticità riguardavano: la presenza di vincoli ministeriali multipli (architettonico, archeologico e artistico), l’incompatibilità del cappotto esterno con il contesto tutelato, la vulnerabilità sismica tipica della muratura storica, la risalita capillare nelle strutture di piano terra, nonché la necessità di riconfigurare un isolato intero mantenendo leggibilità stratigrafica e coerenza urbana.

Intervento

L’operazione ha previsto un progetto integrato di restauro, miglioramento sismico e riqualificazione tecnologica, articolato su tre corpi di fabbrica con tinte differenziate a testimonianza delle diverse epoche costruttive. La strategia ha combinato: analisi storica e materica, progettazione esecutiva orientata alla compatibilità con i vincoli, pianificazione cantieristica per fasi, controllo di qualità e tracciabilità delle lavorazioni. Particolare attenzione è stata posta alla restituzione della permeabilità visiva della cortina esterna, sostituendo il muro novecentesco con la ringhiera storica, e alla riapertura di accessi originari per ripristinare la fruibilità del giardino interno, riconfigurato come parco condominiale e posti auto. La risposta ai vincoli ha guidato scelte mirate: uso del termo‑intonaco in luogo del cappotto, integrazione di ventilazione meccanica controllata per garantire ricambi d’aria continuativi senza compromissioni delle facciate, riscaldamento radiante a pavimento con regolazioni differenziate, e realizzazione di barriera chimica sistematica contro l’umidità di risalita al piano terra. L’approccio metodologico ha coniugato consolidamenti invasivi laddove necessari (fondazioni, setti portanti, solai) e restauro conservativo su apparati decorativi, boiserie, corrimani e corpi illuminanti d’epoca, replicati filologicamente solo quando mancanti e sempre con chiara leggibilità tra antico e nuovo.

Caratteristiche dell'intervento

Il sistema strutturale è stato oggetto di un rinforzo generalizzato: sottofondazioni e consolidamenti delle murature portanti verticali; creazione di nuovi setti in laterizio alveolato (poroton) per incrementare rigidezza e regolarità; interventi di irrigidimento e rifacimento dei solai; svuotamento controllato e rinforzo delle volte; riqualificazione del tetto con grandi luci in legno lamellare a finitura asciata, pensata per restituire l’immagine del massello tradizionale. La compatibilità con i vincoli ha orientato i materiali e le finiture: termo‑intonaco con componente in sughero per alleggerimento e miglioramento dell’isolamento, finiture interne di alta qualità, restauro degli apparati decorativi (stucchi, pitture, cornici), recupero e ripristino di elementi lignei e di lampade plafoniere con vetro a pallino di epoca novecentesca. Le prestazioni funzionali ed energetiche sono garantite da sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) dedicati per ogni unità, impianti tecnologici integralmente rinnovati, riscaldamento a pavimento modulato e soluzioni igrometriche per la salubrità del piano terra. L’attenzione al dettaglio costruttivo emerge nella personalizzazione delle 32 unità immobiliari di vario tipo – monopiano, con soppalchi o su due livelli, con giardino privato – tutte uniche per layout e finiture.

Tecnologie e risorse impiegate

L’intervento ha impiegato tecnologie costruttive avanzate e compatibili con il contesto tutelato: consolidamenti strutturali su muratura storica, setti poroton integrativi, solai rinforzati, legno lamellare per coperture a grande luce, termo‑intonaco ad alte prestazioni, barriere chimiche anti‑risalita, sistemi di VMC e climatizzazione radiante. Sono state coinvolte competenze specialistiche in restauro architettonico, ingegneria strutturale, diagnostica materica, impiantistica e paesaggio, con coordinamento tecnico‑operativo continuo e interlocuzione con le autorità di tutela. L’organizzazione di cantiere ha previsto fasi sequenziali su corpi di fabbrica e fronti di lavoro, con controllo qualità dei materiali e delle pose, mock‑up per finiture e apparati decorativi, e tracciabilità degli interventi conservativi. L’innovazione risiede nell’integrazione di soluzioni energetiche e igrometriche non invasive, nella restituzione della permeabilità urbana della cortina storica e nella capacità di coniugare miglioramento sismico, comfort abitativo e filologia del restauro in un isolato complesso e stratificato. Il risultato è un caso di studio esemplare di trasformazione di edificio vincolato in residenza contemporanea di alto profilo, con prestazioni tecniche e qualità architettonica allineate agli standard più avanzati.