architettura contemporanea

Complesso residenziale Villino dei Giardini

Residenza contemporanea con sismicità controllata tramite isolamento alla base, involucro continuo in classe A e logge generose armonizzate al paesaggio urbano aquilano.

CITTÀ
L'Aquila
periodo di realizzazione
2016

Contesto

Il complesso residenziale “Villino dei Giardini” si colloca nel cuore dell’Aquila, in Vico delle Picenze, in un tessuto urbano che, a seguito del sisma del 6 aprile 2009, è stato oggetto di una vasta opera di ricostruzione e rifunzionalizzazione. L’edificio originario, una palazzina degli anni Settanta con un piano interrato e cinque piani fuori terra (di cui uno mansardato), ha riportato danni strutturali tali da rendere antieconomico e tecnicamente impraticabile il recupero. La committenza, l’assemblea del Consorzio “Villino dei Giardini”, ha richiesto un intervento di demolizione e ricostruzione orientato alla sicurezza sismica avanzata, al miglioramento delle prestazioni energetiche e alla qualità architettonica, con tempi certi e gestione integrata del cantiere in un contesto fortemente interferito da opere parallele nel quartiere. L’operazione ha posto al centro la protezione sismica mediante isolamento alla base e la riconfigurazione del linguaggio architettonico, superando l’impronta tipica degli anni Settanta a favore di un impianto più contemporaneo, sobrio e coerente con la città in trasformazione. L’intervento di demolizione e ricostruzione è durato 19 mesi rispetto ai 730 giorni previsti.

L’intervento​

L’impresa Gaspari ha guidato la demolizione controllata dell’organismo esistente e la successiva ricostruzione su nuove fondazioni, articolando un percorso metodologico che integrasse progettazione esecutiva, coordinamento specialistico e controllo qualità. A valle della demolizione è stato realizzato un piano scantinato completamente impermeabilizzato, sede del sistema di isolamento sismico, costituito da isolatori elastomerici e dispositivi a pendolo con pattini a scorrimento posizionati sopra una serie di pilastri di sostegno, in grado di disaccoppiare il moto del terreno dal soprastante corpo di fabbrica. L’impostazione ha curato in modo puntuale la totale discontinuità tra parte inferiore e superiore del manufatto per evitare ponti rigidi indesiderati: la scala è stata progettata con alzata in falso per interrompere la continuità durante l’evento sismico, l’ascensore è stato concepito “appeso” e privo di fondazione diretta, parapetti e elementi al piano terra sono stati disaccoppiati, mentre gli impianti tecnologici sono stati dotati di colli e giunti flessibili. La costruzione dell’involucro ha previsto un isolamento continuo su facciate, copertura e balconi, l’installazione di impianti ad alta efficienza e un’accurata orchestrazione delle finiture interne, con la possibilità di personalizzazione per ciascuna unità.

Caratteristiche dell'intervento

Dal punto di vista strutturale, l’adeguamento sismico è stato ottenuto mediante isolamento alla base, con isolatori elastomerici e dispositivi a pendolo in grado di filtrare l’azione orizzontale e trasferire alle fondazioni i soli carichi verticali tramite appoggi in acciaio e neoprene. La risposta in esercizio ha confermato il comportamento atteso, come dimostrato durante gli eventi del 24 agosto 2016 con epicentri tra Amatrice, Accumoli e Arquata: gli occupanti hanno percepito un moto oscillatorio smorzato, assimilabile al dondolio di una nave, senza danni al fabbricato. L’involucro è stato riprogettato con un basamento in travertino, che assicura protezione al cappotto termico nei punti di contatto, e con un isolamento continuo che interessa facciate, coperture e balconi; gli infissi ad alte prestazioni termoacustiche, insieme ai rivestimenti interni di qualità tra cui pavimentazioni in parquet, completano il quadro di un organismo efficiente e confortevole. Sul piano architettonico, le facciate sono state rilette con un linguaggio contemporaneo minimale e misurato, capace di ingentilire l’impianto originario e di inserirsi con coerenza nel paesaggio urbano post‑ricostruzione. Le prestazioni funzionali ed energetiche sono garantite da impianti radianti a pavimento, da un sistema solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, dalla raccolta delle acque piovane e da predisposizioni impiantistiche avanzate quali videocitofono, antintrusione e videosorveglianza; la sinergia tra involucro isolato, serramenti performanti e impianti efficienti consente il raggiungimento della classe energetica A/A+. La qualità esecutiva si manifesta nella cura delle discontinuità strutturali e impiantistiche, nella protezione dei punti critici dell’involucro, nella gestione accurata dei giunti e nella coerenza materica tra elementi nuovi e preesistenze, oltre che nella capacità di accompagnare le personalizzazioni interne richieste dai proprietari.

L’adeguamento sismico del nuovo edificio è stato ottenuto con isolatori elastomerici e dispositivi a pendolo in grado di filtrare l’azione orizzontale e trasferire alle fondazioni i soli carichi verticali, come confermato durante gli eventi del 2016 con epicentri tra Amatrice, Accumoli e Arquata.

Tecnologie e risorse impiegate

L’adozione dell’isolamento sismico alla base costituisce il fulcro tecnologico dell’intervento, integrato da appoggi in acciaio e neoprene per la corretta trasmissione dei carichi verticali e da un sistema di impermeabilizzazione integrale del piano scantinato che tutela la durabilità del dispositivo e delle strutture. La combinazione tra cappotto termico continuo, impianti radianti e solare termico, serramenti ad alte prestazioni e un attento progetto dei dettagli ha elevato l’efficienza complessiva dell’edificio. Il coordinamento tra progettazione strutturale, architettonica e impiantistica, supportato da maestranze qualificate per la posa degli isolatori, delle impermeabilizzazioni, delle facciate e delle finiture, ha garantito la tracciabilità delle lavorazioni e il controllo di qualità in ogni fase. La gestione del cantiere in un contesto ad alta interferenza ha richiesto una pianificazione logistica accurata, la mitigazione delle interferenze con i cantieri confinanti e l’esecuzione di collaudi funzionali e prestazionali.