architettura contemporanea

Complesso farmaceutico industriale Pall Medical

Ampliamento dell’impianto e realizzazione di un nuovo corpo contiguo, garantendo continuità operativa e conformità agli standard di produzione biomedicale.

CITTÀ
Ascoli Piceno
periodo di realizzazione
2001

Il complesso industriale Pall Medical, insediato nell’area di Campolungo ad Ascoli Piceno, rappresenta un presidio produttivo ad alta specializzazione nel settore biomedicale. L’intervento, avviato nel 2001, ha previsto la ristrutturazione mirata di parti dell’impianto esistente e la realizzazione di un nuovo corpo edilizio adiacente, con il duplice obiettivo di raddoppiare la superficie utile e di abilitare una seconda linea produttiva con servizi annessi. Il quadro programmatico era particolarmente stringente: garantire la continuità delle attività in ambiente sterile senza interruzioni, mantenendo livelli di qualità dell’aria superiori ai requisiti tipici di una sala operatoria, in coerenza con processi sensibili legati alla lavorazione di plasma e alla produzione biomedicale. La strategia del committente ha richiesto una riconfigurazione funzionale che liberasse spazi di produzione attraverso il trasferimento di utilities e servizi, assicurando, nel contempo, la conformità ai protocolli di cleanroom e la minimizzazione delle interferenze tra cantiere e reparti in esercizio.

Intervento

La programmazione ha coniugato fasi di ristrutturazione interna con la costruzione del nuovo corpo edilizio, pianificando una transizione operativa che consentisse il traghettamento delle attività verso il fabbricato “Utilities”, e, per progressivi rilasci, l’avvio della seconda linea. La cantierizzazione è stata impostata su compartimentazioni fisiche e temporali per isolare le lavorazioni dalle aree a contaminazione controllata, con percorsi pulito/sporco, pressioni differenziali e barriere di separazione del particolato. Le opere di ristrutturazione hanno interessato l’adeguamento delle finiture, dei sistemi di tenuta e dei nodi di involucro in prossimità dei reparti, mentre la nuova costruzione è stata organizzata su un impianto razionale e minimale, coerente con il linguaggio esistente, e configurata per ospitare impianti ad alta densità tecnica con ridondanza e monitoraggio in continuo. L’approccio metodologico ha privilegiato la sequenza “impianti-on-top”: installazione, taratura e validazione dei sistemi HVAC, filtrazione e trattamento aria, prima della messa a punto delle finiture interne, in modo da garantire le condizioni di esercizio e la stabilità dei parametri ambientali già in fase di pre-commissioning.

Evidenze

Il sistema edilizio è stato concepito per assicurare compartimentazioni nette, tenuta all’aria e controlli di pressione, con involucro ad alte prestazioni nei giunti, nelle chiusure e nelle interfacce tra nuovi corpi e esistente. La razionalità dei prospetti, la pulizia del disegno e la riduzione degli elementi di disturbo riflettono la vocazione funzionale del complesso. Nei reparti a contaminazione controllata, la qualità dell’aria è stata progettata con livelli superiori ai benchmark ospedalieri, mediante filtri HEPA e, ove richiesto, ULPA su terminali selezionati, distribuzione a flusso laminare nelle aree critiche, recuperi e ricambi calibrati per ridurre turbolenze e micro deposizioni. Le finiture interne adottano materiali non particellari, giunti sigillati, radii interni per la pulizia e pavimentazioni antistatiche e a bassa emissione, configurando un ambiente manutentivo efficiente e compatibile con le validazioni periodiche. La seconda linea produttiva e i servizi ancillari sono stati integrati su impianti ridondanti, con monitoraggio delle grandezze ambientali e di processo e tracciabilità degli interventi, a tutela della continuità operativa e della conformità regolatoria.

Tecnologie e risorse impiegate

Il cuore tecnologico dell’intervento risiede nell’architettura degli impianti HVAC per cleanroom, con sistemi di filtrazione ad alta efficienza, controllo delle pressioni differenziali, gestione dell’umidità e della temperatura su profili stretti di tolleranza, nonché nella tenuta dell’involucro e nella qualità delle interfacce costruttive. L’ingegneria impiantistica ha dialogato con la componente architettonica e strutturale per garantire percorsi tecnici efficienti, accessibilità ai servizi e minima interferenza con i flussi di produzione. L’organizzazione del cantiere ha previsto team dedicati alla validazione e al commissioning, con protocolli di collaudo per tenuta, particolato, ricambi d’aria, classi di pulizia e prove di rumore e vibrazioni, oltre alla gestione documentale di conformità. La scelta di un linguaggio architettonico minimale e razionale ha semplificato la manutenzione e l’espandibilità futura, mentre la sequenza operativa ha reso possibile la continuità produttiva in ambiente sterile.