Una collaborazione continuativa con interventi ad elevata criticità e requisiti di sicurezza, qualità e riservatezza elevati.
CITTÀ
Ascoli Piceno
periodo di realizzazione
1995 - oggi
La sede Pfizer Italia, insediata nel polo produttivo di Ascoli Piceno, attivo dal 1972, è un centro di eccellenza nel panorama farmaceutico mondiale, specializzato nella produzione di compresse solide orali. La collaborazione con l’Impresa Gaspari si è sviluppata in modo continuativo a partire dal 1995, con un portfolio che conta quattordici interventi conclusi e/o in corso presso il medesimo sito. Il contesto è caratterizzato da processi industriali a elevata criticità, con standard di sicurezza, qualità e riservatezza tipici dell’industria farmaceutica, e con il vincolo imprescindibile di non interrompere la produzione. Con una superficie di 164.000 metri quadrati, dei quali 24.000 coperti da impianti, magazzini e altre strutture e 140.000 mq di terreno, in questo impianto vengono prodotti alcuni dei principali farmaci Pfizer, che da qui vengono esportati in oltre 100 Paesi in tutto il mondo, con un volume di circa 130 milioni di confezioni e circa 4 miliardi di compresse/capsule all’anno. La programmazione di ogni commessa si subordina alle esigenze operative del sito, alle sue regole interne e ai protocolli di sicurezza, richiedendo un livello di discrezione, di coordinamento e di controllo superiore alla media del settore. In questo quadro, il committente demanda all’impresa una capacità di intervento capillare e invisibile, capace di integrarsi con turnazioni, flussi logistici e requisiti di qualità ambientale, senza impattare sulla continuità di esercizio.
Intervento
Nel corso di tre decenni la società ha realizzato interventi eterogenei, tra cui nuove costruzioni di edifici tecnici e di servizio, ristrutturazioni interne su reparti e aree funzionali, opere esterne di sistemazione e razionalizzazione dei percorsi, recinzioni e varchi, piazzali e aree a verde, realizzazione di serbatoi e attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il denominatore comune è stato l’approccio metodologico orientato alla non interferenza: cantierizzazione per comparti con barriere fisiche e percorsi pulito/sporco, coordinamento con la direzione di stabilimento per finestre operative ridotte, pianificazione dei lavori in fasce orarie compatibili con i cicli produttivi, e gestione dei materiali e dei mezzi in modo da ridurre al minimo i transiti incidenti sulle linee. La direzione lavori ha adottato un regime di comunicazione e autorizzazioni coerente con le policy del sito, integrando permessi, controlli accessi, validazioni preliminari e collaudi in sinergia con i responsabili di sicurezza, qualità e manutenzione dell’impianto.
Evidenze
Ogni operazione è stata progettata e realizzata con attenzione alla qualità esecutiva e alla compatibilità con ambienti a requisiti stringenti: compartimentazioni stagni, dettagli di involucro con tenuta all’aria e all’acqua, finiture non particellanti e facilmente manutenibili, tracciabilità dei materiali e dei componenti. Le opere civili e impiantistiche, pur variando per scala e destinazione, hanno mantenuto un profilo architettonico sobrio e razionale, funzionale alla leggibilità dei percorsi e alla sicurezza operativa. La gestione dei nodi costruttivi in prossimità di reparti sensibili, la cura dei giunti e l’integrazione con gli impianti esistenti hanno consentito di minimizzare le interferenze con la produzione, assicurando continuità di servizio e tempi di rilascio certi. La qualità complessiva si misura nella capacità di intervenire senza lasciare traccia visibile nei cicli operativi, preservando i livelli di performance e mantenendo allineati i parametri richiesti dal sito.
Tecnologie e risorse impiegate
Il modello operativo ha integrato competenze specialistiche in ambito civile, impiantistico e organizzazione di cantiere, con strumenti di pianificazione fine e controllo di processo coerenti con i requisiti del committente. La gestione digitale dei cronoprogrammi, la tracciabilità dei materiali e delle autorizzazioni, i protocolli di accesso e di sicurezza, insieme alla formazione dedicata delle maestranze per ambienti regolati, hanno costituito la base per interventi discreti ed efficaci. La logistica di cantiere è stata calibrata per passare inosservata: mezzi e materiali in ingresso su percorsi dedicati, attività rumorose o polverose programmate in finestre controllate, segregazione delle aree e pulizia finale con standard interni del sito.