Ricostruzione di uno stabilimento industriale in 120 giorni.
CITTÀ
Comunanza - AP
periodo di realizzazione
2019
Lo stabilimento produttivo di Adriatica Bitumi Spa, insediato in località Piane San Pietro nel comune di Comunanza, è parte di un tessuto industriale strategico per il territorio e per la filiera dei materiali bituminosi. L’edificio originario, realizzato negli anni Settanta, è stato seriamente danneggiato dagli eventi sismici del 24 agosto 2016 e successivi, con vulnerabilità diffuse negli elementi verticali e lesioni incompatibili con la continuità d’esercizio. La valutazione del quadro prestazionale ha collocato l’intervento a un livello operativo tale da richiedere una ristrutturazione con adeguamento sismico profondo. Le esigenze del committente erano chiare e stringenti: minimizzare la finestra di fermo produttivo, con un limite massimo di 120 giorni consecutivi per non compromettere la capacità di evadere gli ordini e preservare la quota di mercato; garantire una ripartenza in sicurezza con un organismo edilizio performante, razionale e manutenibile; controllare il budget e la programmabilità del cantiere in un contesto logistico attivo. Da questo scenario è derivata un’opportunità di ottimizzazione integrata, con una progettazione esecutiva orientata alla modularità e al trasferimento in officina del maggior numero di lavorazioni, così da comprimere i tempi in sito.
Intervento
La soluzione costruttiva ha previsto la realizzazione “fuori opera” di un monolite in cemento armato, successivamente spinto in posizione sotto l’asse ferroviario entro una finestra temporale estremamente limitata. Le fasi operative sono state scandite da attività di consolidamento e pre confinamento: infissione di palancole in acciaio perimetrali, fornite da produttore internazionale e progettate per garantire tenuta e contenimento, e consolidamento dei terreni tramite iniezioni di jet grouting per incrementare la resistenza e ridurre la permeabilità del volume di suolo interessato. La cantierizzazione ha previsto viabilità alternativa per preservare la funzionalità della Strada Adriatica e una programmazione coordinata con Rete Ferroviaria Italiana per la gestione della finestra ferroviaria. Completato il monolite, si è intervenuti in sequenza: taglio dei binari, scavo controllato del rilevato e spinta del manufatto in opera. La finestra di interruzione, limitata a 72 ore, ha richiesto ridondanza di mezzi, turnazioni di 24 ore consecutive e controllo fine di ogni fase di spinta, con sensori e verifiche in continuo su deformazioni, quote e allineamenti.
Evidenze
Il nuovo organismo edilizio si sviluppa su una superficie in pianta di circa 2.400 metri quadrati, con altezza all’imposta prossima ai nove metri, una luce principale ampia e un ambiente a doppia altezza per la maggior parte della superficie, mentre una porzione contenuta ospita un soppalco strutturalmente separato dal corpo principale tramite un giunto tecnico efficace. La struttura portante è del tipo a telaio in acciaio, composta da telai intermedi e perimetrali con controventi diagonali, e da capriate con altezza variabile tra 1.700 e 3.900 millimetri, realizzate con profili normalizzati UPN e angolari accoppiati e calastrellati. Le connessioni sono prevalentemente bullonate con piastre dedicate; i materiali impiegati comprendono acciaio S275 per i profili e bulloneria ad alta resistenza in classe 8.8, garantendo affidabilità meccanica e manutenzione semplificata. Il soppalco adotta un solaio collaborante HI-BOND con lamiera grecata e caldana in calcestruzzo armato con rete D6, configurato come orizzontamento rigido; la scala baricentrica è in struttura metallica leggera con elementi in ferro e legno. L’involucro è costituito da pannelli prefabbricati tipo sandwich, scelti per la rapidità di posa, l’efficienza termica e la tenuta all’aria, in coerenza con una finitura esterna volutamente minimale che risponde al carattere industriale e al contesto funzionale. All’interno, pavimentazioni in cemento-resina e dettagli costruttivi accurati nei pressi dei pilastri, con giunti e interruzioni geometriche progettate per controllare le tensioni e la durabilità, restituiscono superfici continue, robuste e facilmente manutenibili. L’impiantistica è stata integralmente rinnovata, con sistemi meccanici ed elettrici aggiornati e integrazione fotovoltaica per sostenere consumi e resilienza energetica del sito. La qualità esecutiva si manifesta nell’allineamento delle carpenterie, nella precisione delle giunzioni, nella continuità cromatica e nella pulizia del disegno architettonico, che conferisce al capannone un’immagine essenziale e ordinata pur nella sua destinazione produttiva.
Tecnologie e risorse impiegate
La strategia costruttiva ha puntato sulla prefabbricazione e sulla modularità per trasferire in officina la massima quota di lavorazioni critiche, riducendo la permanenza delle squadre in sito e il rischio di slittamenti. La carpenteria metallica è stata preassemblata e collaudata con controlli di qualità su saldature e bullonature, mentre in cantiere l’organizzazione ha seguito una catena di montaggio coordinata, con just-in-time delle forniture e squadre integrate per fondazioni, strutture, involucri e impianti. Il controllo di processo ha incluso verifiche geotecniche e di portanza degli appoggi, prove di serraggio e di allineamento dei telai, collaudi dei pannelli sandwich e test funzionali degli impianti, tracciando con continuità materiali e fasi. L’adozione di capriate reticolari e telai controventati ha consentito di ottenere un grande spazio a pianta libera, incrementando la flessibilità logistica e l’efficienza dei flussi interni.