EDILIZIA STORICA

Housing Sociale e polo educativo di eccellenza “Caserma Vecchi”

Chiostro interno Caserma Vecchi in Ascoli Piceno restaurato dall'Impresa Gaspari

Intervento di recupero dell’ex Caserma Vecchi ad Ascoli Piceno con consolidamento antisismico, efficientamento energetico e nuovi spazi accessibili per cohousing sociale e servizi educativi.

CITTÀ
Ascoli Piceno
periodo di realizzazione
2026

Nel cuore del centro storico di Ascoli Piceno, lungo Corso Vittorio Emanuele e a pochi passi da Forte Malatesta, sorge il complesso dell’ex Caserma Vecchi che ha attraversato quattro secoli di storia cittadina cambiando funzione più volte, senza mai perdere la propria centralità urbana. Nato sul finire del Seicento, dalla trasformazione di un convento dei Padri Carmelitani, fu edificato su progetto dell’ascolano Celso Saccoccia, che ne avviò i lavori nel 1651. L’edificio porta inoltre le firme di alcuni tra i più importanti architetti attivi ad Ascoli tra Seicento e Settecento, da Giuseppe Giosafatti a Carlo Rainaldi, autore della facciata. Soppressi gli ordini religiosi, l’edificio è diventato Caserma, per poi ospitare nel Novecento alloggi militari e sedi di diverse associazioni cittadine, un uso che ha progressivamente rimaneggiato gli ambienti del piano primo, mantenendo però pressoché intatte le facciate esterne, il chiostro e gran parte degli spazi del piano terra.

L’abbandono graduale del complesso, accentuato negli ultimi decenni, ha lasciato un edificio segnato da un degrado profondo: circa il 60% delle soffittature interne, voltate e piane, risultava crollato, le partizioni murarie versavano in condizioni statiche precarie, gli impianti, ove ancora presenti, non erano più a norma. È in questo quadro che si inserisce il progetto “Housing Sociale e polo educativo di eccellenza Caserma Vecchi”, parte del programma “forme dell’Abitare in Ascoli” promosso dal Comune di Ascoli Piceno nell’ambito del PNRR. L’obiettivo del Comune, committente dell’opera, era duplice e complementare: restituire alla città un centro socio-educativo al piano terra, e ricavare ai piani superiori dieci alloggi destinati a un modello di cohousing sociale pubblico che affianca nuclei giovani e anziani, per contrastare l’isolamento abitativo e sostenere, attraverso canoni agevolati, la vita quotidiana delle fasce più fragili della popolazione.

Intervento

Alla guida del raggruppamento di imprese incaricato dell’esecuzione, Impresa Gaspari ha tradotto in cantiere il progetto esecutivo, confrontandosi con un edificio che, dietro l’apparente regolarità del suo impianto a corte, nascondeva un livello di complessità emerso soltanto in fase di indagine diretta. Rispetto al progetto definitivo, diversi aspetti esecutivi sono stati definiti proprio a partire da quanto rilevato durante i sopralluoghi e lo sgombero dei locali occupati da macerie e rifiuti ingombranti: l’ascensore nord, per esempio, è stato ricollocato per risolvere un’interferenza con il piano mezzanino, salvaguardando così l’integrità, mentre il layout del piano primo è stato rivisto sulla base dell’effettiva situazione catastale dell’immobile.

Il nucleo tecnico dell’intervento ha riguardato il consolidamento strutturale del complesso. Le volte in muratura del piano interrato e del piano terra sono state svuotate dei massetti sovrastanti per procedere alla riparazione delle lesioni, alla pulitura e stuccatura delle superfici, al consolidamento con fasce e connettori in fibra di acciaio e alla realizzazione di cerchiature metalliche perimetrali e solette in calcestruzzo armato. I solai non voltati di interpiano, giudicati non più recuperabili, sono stati sostituiti con strutture in acciaio e lamiera grecata, mentre nuove catene sono state inserite al piano terra per ripristinare la continuità muraria. Su tutte le murature del primo piano, e sui fronti esterni fino a terra, è stato realizzato un intonaco armato che assolve una duplice funzione, di presidio strutturale e di preparazione per la finitura storica dell’edificio.

Parallelamente al consolidamento, l’intervento ha affrontato in modo sistematico il tema dell’accessibilità, imposto dalla destinazione sociale dell’edificio e dalla fragilità potenziale dei futuri abitanti. Due nuovi vani ascensore collegano verticalmente i piani, la rampa d’ingresso è stata progettata per ridurre da dieci a cinque il numero di gradini della scala principale, e le quote dei saloni del piano terra sono state uniformate per garantire la piena accessibilità a tutti gli ambienti. Il risultato è un edificio in cui la quasi totalità degli alloggi sono accessibili.

Evidenze

Sulle murature perimetrali di entrambi i piani sono state inserite contropareti isolanti, composte da poliuretano rigido e lana di roccia, che assolvono una funzione insieme termica e impiantistica: lo spessore ricavato ospita il passaggio delle reti, riducendo la necessità di tracce sulle murature portanti, mentre l’isolamento continuo ha permesso di ridimensionare le macchine per il riscaldamento e i relativi consumi. Al di sopra dell’intonaco armato, la finitura esterna varia in base all’esposizione: a base di sughero sul fronte nord, a base di calce tradizionale sugli altri prospetti, con cromie definite a partire dalle campionature emerse dai saggi artistici e condivise con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

Le partizioni interne, in gran parte compromesse dal crollo delle soffittature che un tempo sostenevano, sono state sostituite con pacchetti a secco in cartongesso. Sopra il camminamento coperto del chiostro e nell’anello centrale del primo piano, dove il progetto ha voluto mantenere la lettura originaria degli ambienti voltati, i nuovi controsoffitti antisismici sono stati pendinati su una struttura di travi in acciaio con profilo curvo a schifo, mentre negli altri ambienti si è optato per controsoffitti piani.

Le pavimentazioni sono state differenziate per funzione e per collocazione: basole di travertino nel camminamento del chiostro, lastre di travertino nei vani scala e nei saloni del centro socio educativo, gres nei locali tecnici e di servizio e negli spazi comuni delle residenze, parquet in rovere massello nelle camere da letto degli alloggi.

Il tema dei serramenti ha richiesto un lavoro di catalogazione puntuale, data l’estrema varietà di infissi rilevata sull’edificio esistente, differenti per dimensione, presenza di scuri o persiane, inferriate, soglie e cornici in pietra. Tutte le finestre sono state sostituite con nuovi serramenti, mentre le inferriate sono state sostituite con nuovi elementi simili nei materiali e nelle cromie a quelli rimossi.

Isolamento a cappotto interno, nuovi controsoffitti antisismici e interventi conservativi sulla parte storica, con restauro accurato delle volte e delle lunette affrescate.

Tecnologie e risorse impiegate

L’esecuzione dell’opera ha coinvolto una filiera progettuale e realizzativa articolata su più competenze specialistiche. Impresa Gaspari, capogruppo del raggruppamento temporaneo di imprese esecutrici, insieme a Travaglini Costruzioni Srl, ha portato in cantiere la propria esperienza nell’intreccio di competenze tra consolidamento antisismico e restauro conservativo, mettendo a sistema maestranze specializzate nel trattamento delle superfici storiche e nella posa di elementi strutturali metallici.

Buona parte delle scelte esecutive è stata affinata attraverso un processo di verifica diretta in cantiere, fatto di saggi e campionature che hanno permesso di ricostruire le cromie storiche degli intonaci, di accertare lo stato reale di conservazione e di orientare di conseguenza alcune decisioni rispetto al progetto definitivo. Ogni materiale impiegato è stato documentato con schede tecniche e sottoposto all’approvazione della Direzione Lavori prima della posa in opera, a garanzia della tracciabilità e della coerenza prestazionale dell’intero intervento.

Il coordinamento con gli enti pubblici coinvolti e con i vincoli di tutela propri di un complesso monumentale nel cuore del centro storico ha accompagnato ogni fase del cantiere, dal consolidamento delle volte al restauro delle lunette affrescate del chiostro, fino alla scelta condivisa con la Soprintendenza delle cromie di facciata su Corso Vittorio Emanuele.