Ricostruzione post-sisma e riqualificazione di un Collegio Universitario nel cuore di Camerino.
CITTÀ
Camerino - MC
periodo di realizzazione
2021
Situato nel centro storico di Camerino, il complesso costituito dal Collegio Universitario B. Bongiovanni e dalla adiacente Casa per Stranieri, oggi ribattezzato Residenza Universitaria Next Generation, è stato oggetto di un programma integrato di ricostruzione post-sismica e riqualificazione funzionale, in risposta ai danni provocati dal sisma del 1997 e, in modo più esteso, dall’evento del 2016. La destinazione d’uso come residenza universitaria con oltre 127 posti letto e spazi comuni, ha imposto standard prestazionali elevati in termini di sicurezza, efficienza e continuità di esercizio, nel quadro del vincolo monumentale e della tutela delle superfici storiche. L’intervento ha previsto un miglioramento sismico superiore al 60% dell’indice di rischio, unitamente alla riduzione drastica dei consumi energetici e alla salvaguardia dell’identità materica e decorativa del manufatto. La morfologia del complesso e la collocazione in un ambito urbano denso, con limitazioni di accesso, hanno costituito le principali criticità logistiche e organizzative, affrontate con una cantierizzazione “dal basso” e un controllo serrato delle fasi.
L’intervento
La strategia di intervento ha privilegiato un approccio prestazionale e conservativo, concentrandosi sul consolidamento diffuso delle strutture verticali, quali murature portanti e pilastri, dopo che l’intervento del 1997 aveva correttamente rinnovato orizzontamenti e copertura. Si è proceduto alla rimozione degli intonaci, alla chiusura delle nicchie e alle ricuciture “cuci e scuci” delle tessiture ammalorate, con sostituzione degli architravi non conformi. Il miglioramento sismico è stato conseguito attraverso fasce di intonaco armato in FRP, applicate su entrambe le facce delle murature ove possibile; nelle porzioni a faccia vista, come la fronte interna verso giardino e fondovalle, si è operato con stilatura, perforazioni armate affogate e reticoli compatibili, evitando l’alterazione dell’aspetto. Sul versante energetico, il cappotto interno in lana di roccia con controparete in cartongesso a doppia lastra ha trasformato un edificio energivoro in un sistema efficiente, integrato con l’isolamento della copertura, nuove guaine e sostituzione dei coppi ammalorati. Gli impianti tecnologici sono stati rifatti ex novo, mentre gli infissi storici sono stati prevalentemente restaurati. L’apparato decorativo ha ricevuto restauri lignei e pittorici mirati; le travi dei solai, sono state recuperate e protette; le pavimentazioni in graniglia e rifacimenti in stile sono state lucidate e salvaguardate. La cantierizzazione, impossibile dall’alto per la strettoia in corrispondenza di via Bongiovanni, è stata impostata da valle. L’organizzazione per fasi, il coordinamento delle maestranze e la pianificazione degli approvvigionamenti hanno compresso i tempi: a fronte di un quadro normativo che consentiva fino a 34 mesi, l’opera è stata consegnata in 21 mesi dalla pubblicazione del decreto, risultando tra le prime ricostruzioni pesanti concluse nel Comune e restituendo tempestivamente la residenza agli studenti.
Caratteristiche dell'intervento
Il sistema strutturale è stato potenziato con una combinazione di tecniche: rinforzi diffusi su murature mediante fasce di intonaco armato in FRP in basso spessore ove compatibili; ricuciture “cuci e scuci” per ripristinare continuità meccanica; sostituzione di architravi; connessioni puntuali nelle porzioni a vista tramite stilatura, perforazioni e armature annegate; mantenimento della collaborazione con gli orizzontamenti rinnovati nel 1997. Le scelte materiche hanno garantito compatibilità e durabilità: lana di roccia e doppia lastra in cartongesso per cappotto interno a controllo igrotermico; finitura esterna a sagramatura. La copertura è stata isolata e impermeabilizzata con nuove guaine e coppi di recupero ove possibile, assicurando tenuta e continuità estetica. Sul piano architettonico, il progetto ha preservato la leggibilità dei fronti e la qualità degli spazi interni, con particolare cura per le travi lignee, le pavimentazioni e gli apparati decorativi. Funzionalmente ed energeticamente, l’intervento ha innalzato comfort, efficienza e affidabilità, riducendo consumi e migliorando il microclima interno, a beneficio della residenza universitaria. La qualità esecutiva si è misurata nel controllo delle pressioni e adesioni per i sistemi FRP, nella tracciabilità delle lavorazioni e nella coerenza tra dettaglio costruttivo e vincoli conservativi.
Intervento su edilizia storica vincolata: intonaci armati in FRP, ricuciture murarie e collegamenti invisibili; cappotto interno a secco e coperture isolate, con cantiere ingegnerizzato tra micropali e gru a braccio lungo.
Tecnologie e risorse impiegate
Il progetto ha integrato tecnologie di consolidamento e riqualificazione proprie dell’edilizia storica: intonaci armati in FRP a basso spessore per migliorare comportamento nel piano e fuori piano; ricuciture murarie; interventi di collegamento invisibili su paramenti a vista; cappotto interno in sistemi a secco per performance e reversibilità; isolamento e impermeabilizzazione di coperture con stratigrafie ad alta affidabilità. Le competenze hanno coinvolto strutturisti, restauratori lignei e pittorici, impiantisti e maestranze specializzate su murature vincolate e finiture tradizionali. L’organizzazione del cantiere ha richiesto soluzioni ingegneristiche dedicate: infrastrutturazione di valle con micropali e gru a braccio lungo, sequenze operative per corpi di fabbrica aggregati e gestione simultanea di fino a 60 operai al giorno, con approvvigionamenti just-in-time e compartimentazioni. L’adozione di sistemi a secco per i nuovi tamponamenti ha contribuito alla riduzione del rischio sismico e alla governabilità del cantiere. L’esito costituisce un caso di studio per interventi su edilizia vincolata che coniugano miglioramento sismico, efficienza energetica e tempi di consegna compressi, nel rispetto dell’identità storica e delle esigenze d’uso contemporanee.