edilizia storica

Ex Convento del Bambin Gesù

Riqualificazione integrale del complesso seicentesco, con restauro identitario, miglioramento sismico ed efficientamento energetico per residenze di pregio in co‑living.

CITTÀ
Ascoli Piceno
periodo di realizzazione
2009
Il complesso storico del Bambin Gesù, già convento delle suore oblate agostiniane e successivamente asilo, sorge lungo il Corso di Sotto ad Ascoli Piceno, in prossimità di Porta Gemina e con affacci privilegiati sul fiume Tronto. L’opera rientra in un programma di rigenerazione urbana orientato all’housing sociale di qualità, con l’obiettivo di restituire alla città un organismo edilizio seicentesco attraverso un recupero integrale e il cambio di destinazione d’uso da struttura educativa a residenza. Il contesto urbano, caratterizzato da morfologie storiche e da un tessuto edilizio in pietra di pregio, ha imposto la conservazione degli elementi identitari quali il facciavista in travertino sul fronte strada, orti e corti interne, insieme alla loro riconfigurazione funzionale. Le esigenze del committente includevano: la valorizzazione degli apparati decorativi e dei manufatti lignei storici; l’adeguamento sismico e impiantistico dell’intero organismo; la creazione di alloggi in locazione con alte prestazioni e finiture curate; la dotazione di spazi comuni a sostegno di modelli di co‑living. Tra le criticità principali: lo stato di degrado del costruito, la carenza di funzionalità compatibili con standard residenziali contemporanei e la presenza di vincoli storico‑architettonici.

L’intervento​

L’operazione ha previsto la trasformazione dell’intero complesso in residenze di pregio destinate alla locazione, con un’impostazione metodologica integrata che ha unito restauro conservativo, miglioramento sismico e riqualificazione energetica. La riprogettazione distributiva ha perseguito l’ottimizzazione degli spazi, mantenendo la riconoscibilità delle due facciate, il fronte pubblico in travertino e il fronte interno intonacato, storicamente associato agli orti, introducendo tipologie differenziate: unità al piano terra con corte privata, appartamenti ai livelli superiori e soluzioni in doppia altezza agli ultimi piani. Le fasi operative hanno coinvolto, in sequenza: rilievo diagnostico e strutturale; consolidamento dei paramenti murari e delle strutture verticali; rinforzo e rifacimento selettivo di solai storici e volte; recupero degli apparati decorativi e dei portoni d’epoca; rifacimento delle coperture; riqualificazione della corte interna e degli ambiti verdi; integrazione dei nuovi impianti tecnologici, inclusi sistemi di riscaldamento a pavimento. L’approccio ha garantito la compatibilità con i vincoli di tutela, assicurando la reversibilità delle opere e la leggibilità materica degli elementi storici. La programmazione di cantiere è stata orientata alla continuità operativa e al controllo qualità, con lavorazioni specialistiche che hanno coordinato artigianalità e ingegneria.

Evidenze

Dal punto di vista strutturale, il complesso è stato oggetto di un miglioramento sismico esteso, comprendente: irrigidimento delle murature portanti, cuciture e iniezioni localizzate, rinforzo delle volte in muratura e delle volte a camorcanna, consolidamento dei solai lignei storici e rifacimento di quelli ammalorati, oltre all’adeguamento dei collegamenti tra elementi verticali e orizzontali e la regolarizzazione del comportamento di piano. Le coperture sono state ripristinate con attenzione alla compatibilità materica e prestazionale. Sul piano architettonico, sono stati restaurati i portoni storici con botti e ferramenta d’epoca, valorizzati gli apparati decorativi e riconfigurati gli ambienti comuni per favorire una fruizione condivisa e la socialità condominiale. Le finiture interne sono state selezionate in funzione della destinazione d’uso: pavimenti in cotto, parquet e gres per le unità residenziali; pietra naturale nelle parti comuni. Le prestazioni funzionali ed energetiche sono state elevate attraverso nuovi infissi in legno ad alte performance, sistemi di isolamento compatibili con le stratigrafie storiche, vespaio aerato per il controllo dell’umidità di risalita, e impianti tecnologici di ultima generazione con riscaldamento radiante a pavimento. La qualità esecutiva si riscontra nella cura del dettaglio costruttivo, nella coerenza materica tra elementi originali e addizioni, e nella gestione cromatica e tattile delle superfici in relazione al contesto storico.

Tecnologie e risorse impiegate

Le tecniche costruttive hanno integrato metodologie di consolidamento tradizionali con sistemi contemporanei di rinforzo, privilegiando soluzioni poco invasive e compatibili con la materia storica. Le lavorazioni su legno e muratura hanno coinvolto competenze specialistiche in restauro, strutture e finiture, supportate da controlli di cantiere e da un coordinamento interfunzionale continuo. La gestione impiantistica ha previsto la completa sostituzione delle reti, l’introduzione di sistemi radianti e l’ottimizzazione dell’involucro. L’organizzazione del cantiere, in presenza di vincoli e di un tessuto urbano sensibile, ha adottato una logistica calibrata per fasi, con tracciabilità delle lavorazioni e gestione puntuale delle interferenze. Il progetto ha capitalizzato il lavoro in partnership con imprese specializzate nel restauro, assicurando la convergenza fra obiettivi di conservazione e prestazioni abitative contemporanee.