architettura contemporanea

Liceo Artistico “Dosso Dossi”

Restauro del Palazzo cinquecentesco Dosso Dossi a Ferrara: consolidamento strutturale, recupero decori e nuova ala didattica con impianti efficienti per un moderno polo culturale.

CITTÀ
Ferrara
periodo di realizzazione
2009

Il Palazzo Dosso Dossi è un complesso architettonico di origine cinquecentesca situato nel cuore del centro storico di Ferrara, lungo via De Romei, in un contesto urbano di elevato pregio storico e monumentale. L’edificio, già leggibile nelle mappe antiche della città a partire dal XVI secolo e appartenuto anche alla famiglia d’Este, rappresenta un tassello significativo nella stratificazione architettonica della città estense. Donato al Comune di Ferrara nel 1877 dalla famiglia Cavalieri, il palazzo è oggi sede dell’Istituto d’Arte, configurandosi come luogo di formazione, produzione culturale e sperimentazione artistica.

L’intervento si inserisce in un programma più ampio di valorizzazione del patrimonio storico-artistico ferrarese, con l’obiettivo di restituire funzionalità contemporanee ad un manufatto vincolato, preservandone al contempo l’identità materica e figurativa. Le esigenze del committente, il Comune di Ferrara, erano da un lato assicurare la piena fruibilità degli spazi per attività didattiche, espositive e istituzionali; dall’altro garantire la conservazione e il recupero degli apparati decorativi e degli elementi costruttivi di pregio, nel rispetto delle prescrizioni della tutela.
Il palazzo, già in epoca recente sede di allestimenti, mostre ed eventi, ha ospitato, a lavori ultimati, importanti iniziative culturali. Questa vocazione pubblica e culturale ha rappresentato un’opportunità e al tempo stesso una sfida: coniugare le severe istanze conservative proprie di un immobile storicamente stratificato con le esigenze di flessibilità funzionale, adeguamento impiantistico e sicurezza richieste da un edificio destinato a un uso intensivo e contemporaneo.

L’intervento si è quindi misurato con una complessità multilivello: il vincolo monumentale, la delicatezza dei manufatti storico-artistici, la necessità di integrare sistemi tecnologici aggiornati, nonché l’esigenza di operare all’interno di un organismo edilizio articolato, con corpi di fabbrica interni alla corte e fronti non direttamente affacciati su strada, che hanno posto rilevanti problematiche logistiche e cantieristiche.

Intervento

L’operazione ha riguardato un ampio ventaglio di lavorazioni, riconducibili a tre macro-ambiti: il restauro architettonico e pittorico degli ambienti storici; il consolidamento strutturale e il recupero degli elementi lignei di pregio; l’adeguamento funzionale e impiantistico dell’intero complesso, comprensivo della riorganizzazione di alcune porzioni edilizie e della creazione di una nuova ala a servizio delle attività didattiche.

Dal punto di vista conservativo, l’impresa ha condotto un restauro filologico sugli apparati decorativi, con interventi mirati su pareti e soffittature affrescate, cornici, elementi lapidei e manufatti lignei. Particolare attenzione è stata dedicata alle porte e ai portoni storici, alle ringhiere e ai corrimani delle scale, nonché ai basamenti e alle modanature in pietra, affrontando il degrado mediante operazioni selettive di pulitura, consolidamento, stuccatura e reintegrazione materica, secondo metodologie compatibili e reversibili.
Un capitolo specifico ha riguardato il recupero dei soffitti a cassettoni (camorcane), tra gli elementi più delicati e identitari dell’edificio. Essi sono stati oggetto di un approfondito intervento di consolidamento strutturale, oltre che di restauro decorativo, al fine di preservarne l’integrità e garantire la sicurezza d’uso degli ambienti sottostanti.

In parallelo, sono state affrontate le criticità legate ad un corpo interno del complesso, con la demolizione controllata di un fronte non affacciato su strada ma prospiciente il lato opposto della corte, operazione che ha richiesto una pianificazione logistica accurata per minimizzare l’impatto sul contesto storico e sugli elementi da conservare.

L’impresa ha inoltre coordinato l’integrazione dei nuovi impianti – tra cui un sistema di teleriscaldamento o, comunque, un’innovativa soluzione di climatizzazione centralizzata – in un edificio storicamente stratificato, garantendo la compatibilità fisica e visiva dei nuovi percorsi impiantistici con le strutture antiche. Le fasi operative sono state scandite da un costante dialogo con la Direzione Lavori e con gli organi di tutela, secondo un approccio metodologico improntato alla progressiva conoscenza del manufatto, alla verifica in corso d’opera delle soluzioni e all’adozione di tecniche di intervento calibrate sui singoli casi.

Evidenze

Dal punto di vista strutturale, l’intervento ha mirato a rendere collaboranti gli elementi originari e le nuove componenti, in una logica di consolidamento rispettoso ma efficace. I solai storici sono stati imperniati mediante connettori metallici, così da solidarizzare le orditure lignee settecentesche con le nuove solette collaboranti. Questa soluzione ha permesso di incrementare la capacità portante e la rigidezza dei solai, limitando le deformazioni e migliorando il comportamento globale dell’edificio, senza alterare l’immagine architettonica degli ambienti.

I materiali impiegati nel restauro sono stati selezionati in base al principio della compatibilità chimico-fisica e della reversibilità: malte a base di calce per le stuccature e le integrazioni murarie; prodotti consolidanti specifici per supporti lignei e lapidei; cicli di pulitura non invasivi per le superfici decorate. La cura dell’involucro architettonico si è estesa alle superfici affrescate, alle cornici e alle finiture interne, oggetto di un restauro pittorico finalizzato a recuperare la leggibilità dell’impianto decorativo originario, evitando sovrapposizioni interpretative e mantenendo le tracce della storia del manufatto.

Le soluzioni architettoniche adottate nella riorganizzazione degli spazi e nella nuova ala didattica hanno perseguito un equilibrio tra rispetto del costruito e aggiornamento funzionale. I nuovi volumi e le integrazioni distributive sono stati concepiti in maniera sobria e misurata, al fine di non entrare in conflitto con la gerarchia degli ambienti storici, ma piuttosto di supportarne la fruizione contemporanea. La configurazione finale del complesso consente oggi una maggiore flessibilità d’uso degli ambienti per attività di didattica, esposizione e incontri pubblici, rafforzando il ruolo del palazzo come polo culturale e formativo.

In termini prestazionali, l’edificio beneficia di un miglioramento complessivo del comfort interno e dell’efficienza energetica, grazie all’adeguamento degli impianti di climatizzazione e distribuzione energetica e all’ottimizzazione delle chiusure opache e trasparenti, nel rispetto dei vincoli storico-artistici. La qualità esecutiva si manifesta nella cura del dettaglio costruttivo: dalle connessioni tra componenti nuove e antiche alla gestione delle interfacce tra impianti e strutture, fino alla calibrata reintegrazione delle parti mancanti, sempre riconoscibili ma armonizzate nel contesto.

Tecnologie e risorse impiegate

Dal punto di vista tecnologico, l’intervento ha combinato metodologie tradizionali di restauro con soluzioni costruttive e impiantistiche aggiornate, in un’ottica di integrazione tra sapere artigianale e competenze specialistiche. Le operazioni su legno, pietra e superfici decorate sono state eseguite da restauratori qualificati, coordinati da un team tecnico con competenze in ingegneria strutturale, tecnologia del restauro e impiantistica per edifici storici. La presenza di soffitti a cassettoni di particolare pregio ha richiesto l’impiego di tecniche specifiche di consolidamento, con sistemi di connessione metallica e rinforzi puntuali accuratamente dimensionati.

Per quanto riguarda la componente impiantistica, l’inserimento di un sistema di teleriscaldamento o di un sistema centralizzato ad esso assimilabile – elemento innovativo per un edificio di questa tipologia – ha imposto una progettazione puntuale dei percorsi e delle reti, così da ridurre al minimo gli interventi sulle murature storiche e sulle finiture. L’organizzazione del cantiere, in un contesto urbano denso e con fronti interni non affacciati direttamente su strada, ha richiesto una logistica studiata ad hoc: accessi contingentati, movimentazione controllata dei materiali attraverso la corte, fasi di demolizione e ricostruzione pianificate in modo da non compromettere la stabilità e la conservazione delle parti pregiate.

Pur trattandosi di un intervento avviato in anni in cui l’adozione sistematica di processi BIM non era ancora diffusa come oggi, l’approccio metodologico è stato di tipo integrato: rilievo analitico del costruito, continua verifica in corso d’opera delle soluzioni strutturali e impiantistiche, coordinamento stretto tra progettazione e esecuzione.

La gestione delle risorse umane ha coinvolto maestranze con lunga esperienza nel restauro, affiancate da tecnici specializzati nella messa a punto di sistemi costruttivi e impiantistici compatibili con il patrimonio storico.