edilizia storica

Palazzo Barilari

Restauro e riconversione di una residenza settecentesca in complesso residenziale di pregio.

CITTÀ
Ancona
periodo di realizzazione
2009

Contesto

Nel centro storico di Ancona, in un tessuto urbano denso e caratterizzato da edilizia minore e popolare, Palazzo Barillari si distingue come un unicum tipologico: una residenza gentilizia di impianto tardo-settecentesco, riconducibile al linguaggio neoclassico, con due portali di fattura tardo-barocca e una forma composita generata da corti interne e ambiti di risulta dalla geometria non sempre razionale. Il committente privato, ha richiesto la trasformazione dell’edificio in un complesso di pregio con destinazioni d’uso residenziale, ricettiva e direzionale, perseguendo un elevato livello estetico e funzionale. Il programma, elaborato in coerenza con il vincolo monumentale, ha posto come obiettivi la conservazione dell’identità storica, la valorizzazione degli apparati decorativi e una nuova articolazione distributiva capace di esaltare le qualità spaziali, mantenendo la leggibilità delle stratificazioni temporali. La collocazione nel cuore della città, con accessibilità limitata ai mezzi e spazi di cantiere ridotti, ha rappresentato una criticità logistica gestita mediante una cantierizzazione dedicata.

L’intervento​

L’operazione ha coniugato restauro e risanamento conservativo con un profondo aggiornamento strutturale e funzionale. Sul piano costruttivo, si è proceduto al rifacimento e all’adeguamento delle strutture portanti danneggiate: orizzontamenti e coperture sono stati riprogettati e ricostruiti, le murature integrate e rinforzate, con interventi differenziati in rapporto alle tessiture, alle finiture e ai vincoli di tutela. La nuova distribuzione ha introdotto ambienti di diversa natura, anche a doppia altezza, e volumi tecnici leggeri “a modi soppalco”, con un principio di “onestà strutturale” che rende riconoscibile l’addizione contemporanea rispetto al preesistente. La collaborazione stretta tra committenza, progettisti e impresa ha orientato scelte coerenti e ha garantito continuità tra obiettivi culturali ed esiti tecnici, fino al conseguimento del riconoscimento INARCH-ANCE Marche 2014, a testimonianza della qualità dell’intervento. In ambito operativo, la cantierizzazione è stata pensata per un contesto urbano complesso: approvvigionamenti cadenzati, movimentazione controllata, compartimentazioni temporanee e controllo puntuale delle lavorazioni, anche in presenza di vincoli ambientali quali il trattamento e lo smaltimento di materiali contenenti amianto rinvenuti durante la bonifica.

Tecnologie e risorse

L’aggiornamento strutturale ha riguardato sia gli elementi orizzontali sia quelli verticali. Gli orizzontamenti e la copertura sono stati rifatti o integrati per assicurare portanza, rigidezza e durabilità, mantenendo la leggibilità dell’impianto e delle stratificazioni. Le murature, oggetto di integrazione e rinforzo, sono state trattate con tecniche compatibili: laddove necessario si è intervenuti con ricuciture delle tessiture, sostituzione di elementi ammalorati e criteri di protezione delle superfici storiche. Ove tecnicamente e normativamente compatibile con il vincolo e con le finiture, sono stati applicati intonaci armati in fibra a basso spessore, studiati per incrementare la capacità fuori piano e la collaborazione tra paramenti e orizzontamenti senza alterare l’aspetto materico. Sul fronte architettonico, si è perseguita la leggibilità delle stratificazioni costruttive: le facciate restituiscono i diversi linguaggi storici attraverso un uso calibrato dei materiali, mentre all’interno la nuova articolazione funzionale con ambienti a doppia altezza e inserti contemporanei, dialoga con gli apparati decorativi. Le pavimentazioni storiche sono state salvaguardate e integrate; gli spazi pubblici del portico, della piazza e delle scale sono finiti con materiale lapideo chiaro, pietra d’Istria e mattoni speciali in cotto realizzati a mano, conferendo continuità e qualità tattile alle superfici. Il restauro ha interessato diffusamente scaloni, androni, corti e apparati decorativi: stucchi, elementi lapidei e manufatti lignei sono stati oggetto di pulitura, consolidamento e ripristino, con metodologie conservative che preservano la patina e la materia originale. Dal punto di vista prestazionale, l’intervento ha migliorato l’efficienza d’uso e l’affidabilità dell’edificio, adeguando gli impianti alle norme vigenti e garantendo comfort, sicurezza e qualità ambientale.