architettura contemporanea

Parrocchia Santa Maria in Piattoni

Chiesa contemporanea in travertino, spazi liturgici, sociali e ricreativi, alta efficienza energetica e sicurezza sismica avanzata.

CITTÀ
Castel di Lama - AP
periodo di realizzazione
2019
RICONOSCIMENTI
Premio IN/ARCH-ANCE Marche 2020

Il nuovo centro parrocchiale di Castel di Lama si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione territoriale volto a dotare la comunità locale di un fulcro unitario, capace di integrare funzioni religiose, educative, ricreative e sportive. L’intervento si colloca lungo il margine dell’abitato esistente, in un contesto urbano in trasformazione, dove il nuovo complesso ecclesiale assume il ruolo di polarità riconoscibile e, al tempo stesso, di cerniera tra tessuto costruito, spazi pubblici e paesaggio agrario.

La Chiesa rappresenta l’ultima fase di un programma insediativo progressivo che ha previsto la realizzazione di spazi per l’educazione e l’incontro, attrezzature sportive e ricreative, oltre agli ambienti propriamente parrocchiali. Il complesso configura così un sistema urbano articolato, pensato per rinsaldare l’identità comunitaria attraverso una sequenza coerente di luoghi: il sagrato, la piazza-giardino, i percorsi pedonali pubblici, i volumi destinati alle varie attività pastorali e sociali.

Le esigenze del committente – la parrocchia e, per estensione, l’intera comunità – erano orientate alla costruzione di un “edificio del sacro” che fosse al contempo spazio liturgico qualificato e infrastruttura sociale aperta. L’impianto architettonico è stato quindi concepito per sostenere una pluralità di usi, mantenendo tuttavia chiara la centralità della dimensione religiosa e dei percorsi celebrativi, in linea con i dettami del Concilio Vaticano II.

La possibilità di articolare la costruzione per stralci funzionali, in risposta a esigenze programmatiche e disponibilità economiche differenziate nel tempo, ha rappresentato un’ulteriore opportunità progettuale, richiedendo un disegno complessivo capace di mantenere coerenza anche in una logica di progressiva completabilità.

Intervento

Il nuovo centro parrocchiale è stato sviluppato a partire da un impianto insediativo fondato su una sequenza di muri immersi nel paesaggio degli ulivi, tra i quali si articolano spazi aperti e volumi costruiti, ciascuno con una propria identità funzionale e percettiva.

In questo quadro, l’impresa ha avuto un ruolo determinante nella traduzione del concept architettonico in un organismo edilizio coerente, sia sotto il profilo costruttivo sia in termini di gestione del cantiere e delle interfacce tra le diverse funzioni.
La disposizione volumetrica – che distingue e al contempo mette in relazione la Chiesa, gli spazi parrocchiali, le attrezzature ricreative e il tessuto urbano – è stata supportata da una pianificazione operativa capace di governare fasi successive e lavorazioni per comparti. L’elemento generatore del sistema è il percorso pedonale pubblico, che attraversa il nuovo insediamento separando i volumi della Chiesa da quelli delle attività parrocchiali, e suggerendo nuove connessioni con le altre aree pubbliche dell’intorno. La costruzione di tale asse di attraversamento ha richiesto una particolare attenzione alla continuità delle pavimentazioni, alle quote, ai raccordi con le aree verdi e con il sagrato, garantendo allo stesso tempo l’accessibilità universale e la leggibilità dei percorsi.

Sul piano organizzativo, il cantiere è stato strutturato per consentire il funzionamento per parti del complesso, limitando le interferenze tra aree già attive e porzioni in corso di realizzazione. Questo approccio ha implicato una gestione accurata delle fasi critiche – quali la definizione delle strutture principali della Chiesa, l’innesto dei volumi secondari, la costruzione del campanile e dei portici – e un coordinamento costante con i progettisti per la messa a punto dei dettagli, in particolare nelle zone di contatto tra i muri di cortina, gli spazi aperti e i volumi liturgici.

Le lavorazioni più rilevanti hanno riguardato la grande facciata in lastre di travertino, concepita come filtro materico che consente di intravedere gli spazi interni, e la realizzazione del velario ellittico sospeso che definisce l’aula assembleare. L’impresa ha dovuto integrare nel processo costruttivo le esigenze liturgiche e simboliche curate dal progettista e dal consulente liturgico, traducendole in scelte operative precise: la disposizione longitudinale dei luoghi liturgici, la collocazione dell’altare e dell’ambone sui fuochi dell’ellisse, il rapporto tra aula, battistero, cappella feriale e sacrestia.

Evidenze

Dal punto di vista architettonico e funzionale, il complesso si struttura come un sistema di spazi sequenziali: dalla piazza antistante il sagrato, delimitata dalla facciata della Chiesa, da un muro semplice sul lato sud e da un portico chiuso verso la strada principale, si accede al luogo del culto attraverso un percorso che progressivamente concentra e raccoglie la comunità. Questa configurazione genera una scala urbana misurata, più consona al vivere collettivo e al riconoscimento reciproco dei membri della comunità parrocchiale.

La Chiesa è pensata come spazio attraversabile: l’aula dell’assemblea è definita da un recinto murario a terra e da un secondo recinto sospeso alla copertura, al cui interno trovano posto il battistero cilindrico immerso in una vasca d’acqua, la cappella feriale e la sacrestia. L’altare e l’ambone, collocati frontalmente nei due fuochi dell’ellisse, sottolineano la pari dignità della mensa e della parola. La disposizione delle sedute dei fedeli attorno alla zona presbiteriale interpreta in chiave spaziale i principi del Concilio Vaticano II, trasformando l’assemblea in vera protagonista del “farsi Chiesa”.

Il sistema strutturale è impostato su una combinazione di setti in calcestruzzo armato, muri portanti e elementi lineari (pilastri, travi) che definiscono tanto i volumi liturgici quanto i portici e i percorsi coperti. Particolare cura è stata riservata alla statica delle grandi pareti che “contengono” i luoghi della liturgia e della facciata filtrante in lastre di travertino: gli ancoraggi, le sottostrutture metalliche e le connessioni sono stati studiati per garantire stabilità, durabilità e una resa estetica coerente con l’idea di una superficie lapidea continua, ma percettivamente permeabile.
I materiali impiegati confermano la volontà di radicamento al luogo: il travertino, facilmente reperibile nel territorio, è utilizzato non solo nella grande facciata e nei rivestimenti del battistero e della cappella feriale, ma anche nelle pavimentazioni interne della Chiesa e del sagrato.

Le superfici murarie intonacate, arricchite da listelli di travertino ogni 1,20 m sui lati della Chiesa, introducono un ritmo discreto e una cura del dettaglio che rafforzano il carattere unitario del complesso. All’interno, le opere in travertino dello scultore Giuliano Giuliani interpretano in chiave materica e plastica i luoghi della liturgia, integrandosi con l’architettura in una sintesi tra forma, luce e simbolo.
Il sistema funzionale del complesso è organizzato in modo da garantire una chiara gerarchia degli usi: al piano terreno si concentrano le attività di maggiore frequentazione pubblica (salone parrocchiale, uffici del parroco, spazi ricreativi), mentre al livello superiore sono collocate le aule per la catechesi e la residenza del parroco.

L’alternanza di volumi pieni e spazi aperti consente un funzionamento per parti, sia in termini di fruizione quotidiana sia nella possibilità di programmare fasi costruttive successive. In termini prestazionali, l’orientamento degli spazi, il controllo dell’irraggiamento solare tramite le superfici lapidee filtranti, la massa termica degli elementi in calcestruzzo e travertino concorrono a migliorare il comfort interno e a razionalizzare i consumi energetici, in sinergia con i sistemi impiantistici di climatizzazione e illuminazione.

Facciata ventilata in travertino, velario ellittico sospeso, impianti centralizzati integrati e isolamento sismico con isolatori a pendolo.

Tecnologie e risorse impiegate

La realizzazione del centro parrocchiale ha richiesto l’adozione di tecnologie costruttive avanzate, integrate con un’accurata gestione della messa in opera dei materiali lapidei e dei dispositivi di facciata. La grande cortina di travertino che filtra la luce verso l’interno è stata eseguita mediante un sistema di ancoraggi meccanici e sottostrutture metalliche progettate per assorbire le dilatazioni termiche e garantire la corretta ventilazione del paramento, mantenendo al contempo tolleranze geometriche molto contenute per preservare l’immagine di un piano uniforme e continuo.

Il velario ellittico sospeso, elemento cardine dello spazio liturgico, è frutto di un preciso lavoro di ingegnerizzazione: la struttura portante e i sistemi di sospensione sono stati dimensionati per integrare gli impianti di illuminazione e, ove previsto, quelli di climatizzazione e diffusione sonora, evitando interferenze visive con la percezione dell’aula. Le lavorazioni relative al battistero e alla cappella feriale in travertino hanno richiesto competenze specialistiche nella lavorazione della pietra naturale, dalla selezione dei blocchi alla posa dei rivestimenti, con particolare attenzione alle geometrie curve e alle interazioni con l’acqua e la luce.

Sul piano impiantistico, il complesso è stato attrezzato con sistemi centralizzati dimensionati per garantire comfort termoigrometrico e qualità dell’aria in ambienti caratterizzati da grandi altezze e volumi, come l’aula liturgica e il salone parrocchiale. La distribuzione degli impianti è stata studiata in stretta sinergia con l’architettura, in modo da ridurre l’impatto visivo di canalizzazioni, terminali e quadri tecnici, privilegiando percorsi integrati nelle murature, nei controsoffitti e nelle intercapedini.