Riqualificazione dell’esistente e valorizzazione urbana: l’esempio dell’ex Supercinema Italia ad Ascoli Piceno

“E’ tempo di costruire sul costruito, di riqualificare l’esistente, di non consumare più suolo”.

Queste le parole dell’architetto genovese Renzo Piano che, durante la conferenza internazionale Planningcities del 2011, invitava a porre un freno all’espansione cementizia.

Noi dell’impresa Gaspari Gabriele abbiamo fatto nostro questo invito da diverse generazioni: da decenni interveniamo sul patrimonio edilizio esistente. Tra gli oltre duecento interventi di recupero, un esempio radicale è rappresentato dal restauro dell’ex “Supercinema Italia” di Ascoli Piceno, oggi divenuto un complesso residenziale di pregio nel cuore della città.

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Oggi più che mai risulta necessario dare nuova vita ad immobili inizialmente pensati per altri utilizzi: nel secondo dopoguerra, infatti, è avvenuta l’esplosione delle città, con conseguente uso sconsiderato di suolo.
Prendendo però in considerazione i costi per il mantenimento delle strutture pubbliche e le minacce di fenomeni naturali (come potrebbe essere un terremoto), sarebbe ragionevole riprogettare aree già inserite nel tessuto urbano ma che, se valorizzate, potrebbero portare grandi benefici per l’intera collettività.

Riportare a nuova luce un edificio già esistente vuol dire migliorarlo sotto molteplici aspetti, che possono essere:
energetico (con l’isolamento termico),
strutturale (con il consolidamento o l’isolamento sismico alla base),
ambientale (bonifica di amianto e altre sostanze nocive),
abbattimento delle barriere architettoniche (siano esse verticali oppure orizzontali).

Tali cambiamenti dovranno comunque essere associati ad un risultato estetico finale che sia migliore rispetto a quello ante-operam.

Il piano di recupero dell’ex “Supercinema Italia” è stato un connubio tra restauro e nuova costruzione: sono state restaurate le mura che costituivano l’involucro esterno del cinema, mentre è stato realizzato un nuovo manufatto in cemento armato al suo interno.

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La struttura, che versava in stato di abbandono da anni, è stata trasformata in un edificio adibito per lo più ad appartamenti e uffici, dotati di garage privati al piano terra. Proprio qui, durante attenti scavi condotti con la Soprintendenza Archeologica della Regione Marche, sono stati rinvenuti i resti archeologici della pavimentazione di una ricca villa patrizia la cui datazione risale al 300 a.C., che si possono tutt’ora ammirare.

L’impresa Gaspari è intervenuta costruendo ex novo un edificio antisismico in calcestruzzo armato, posto all’interno delle murature perimetrali esistenti, prima consolidate e poi aperte per creare le finestre che caratterizzano i prospetti.

Il risultato finale è un chiaro esempio di recupero urbano che ben si coniuga con il contesto edilizio circostante.

In questi casi, infatti, è necessario partire dalla comprensione puntuale di ciò che si vuole mantenere, al fine di creare una sintesi equilibrata e funzionale con le parti nuove.
Per riuscire in questo intento, un intervento di restauro o di integrazione dovrebbe essere distinguibile dalla struttura originaria, compatibile con il territorio circostante e possibilmente reversibile.