Tutela storica. Le maggiori criticità di cui tenere conto durante gli interventi su palazzi di grande prestigio culturale

Negli ultimi decenni il territorio del centro Italia è stato interessato da vari interventi di messa in sicurezza e restauro o risanamento conservativo su beni culturali di rilievo, soprattutto a causa del susseguirsi di eventi sismici. Trattandosi di edifici dichiarati di interesse storico-artistico, quindi sottoposti a tutela, è facile capire che per operare in questo settore occorrono molta più esperienza e tatto rispetto agli altri ambiti dell’edilizia.

Il patrimonio artistico, sia esso edilizio, pittorico o scultoreo è il risultato sia di un sapiente lavoro svolto in epoche precedenti, sia dell’aspetto conferito dall’invecchiamento, come un ottimo vino d’annata; va da sé che anche un intervento di minima entità rischia di deturpare un pezzo unico se svolto senza tutti gli accorgimenti necessari e previsti dalla legge e dalle regole del buon costruire.

Le peculiarità degli interventi su edifici sottoposti a tutela della Sovrintendenza per i Beni Culturali.

Dopo i recenti eventi sismici si sono susseguiti interventi su edifici storici e di culto, dal grande prestigio culturale, quasi sempre sottoposti a tutela della Sovrintendenza per i Beni Culturali. Gli interventi in questi casi possono essere parecchio complessi e si compongono di diverse fasi tutte necessarie, la prima delle quali è sempre quelle legata alla conoscenza del bene: come e perché è stato costruito, eventualmente modificato e perché si è danneggiato; è importante conoscerne tanto le peculiarità quanto le vulnerabilità.

Ad esempio ci è capitato di operare su due chiese tra le più importanti de L’Aquila. Santa Maria Paganica crollò parzialmente nel 1703, venne parzialmente ricostruita e nel 2009 è crollata nello stesso modo. San Silvestro venne danneggiata nel 1703 e a causa degli scriteriati interventi successivi, nel 2009 ha riportato ancora più danni.

Immaginando un edificio storico e vincolato, che presenta peculiarità strutturali e apparati decorativi appartenenti a modi di costruire tipici di epoche molto diverse dalla nostra, l’impresa deve mettere in campo competenze e prassi ben specifiche, al fine di non comprometterne l’identità e la durabilità. L’impresa deve operare attraverso personale altamente qualificato, utilizzando solo prodotti compatibili; sembra scontato ma è così. Tutte le lavorazioni devono essere ben ponderate, eseguite a regola d’arte, devono essere distinguibili e possibilmente reversibili (concetto abbastanza complesso in edilizia). Sono necessarie molta pazienza e perizia nelle lavorazioni, che spesso richiedono molto tempo e più cicli di applicazione. Prendiamo l’esempio della pulitura di una facciata in travertino: l’uso scorretto di acqua e solventi rischia di compromettere la “patina” che nei secoli ha impreziosito la superficie dei paramenti e che conferisce l’aspetto tipico delle città antiche. Oppure le iniezioni per il consolidamento delle murature; negli anni ci è capitato di fare interventi per i quali abbiamo dovuto iniettare ben tre volte il quantitativo di malta previsto, poiché le verifiche a seguito di ogni ciclo non mostravano i risultati attesi.

Spesso gli edifici di grande valore storico e culturale presentano una molteplicità di aspetti di cui tenere conto: volte, soffitti, pareti e pavimenti decorati, stucchi, sculture, paramenti a facciavista, ecc. L’Impresa Gaspari Gabriele è in grado di agire correttamente su tutti gli elementi costituivi di un edificio di pregio, potendo contare su un team qualificato di architetti, ingegneri, maestranze e restauratori, tutti formati negli anni grazie alla loro comprovata esperienza nel settore del recupero. In questo modo è possibile operare nel rispetto dei principi della conservazione e della valorizzazione, garantendo il rispetto di tempi e costi.

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Messa in sicurezza, restauro e risanamento conservativo. Andiamo a fondo.

Un’operazione di messa in sicurezza si concretizza in una serie di interventi immediati volti a garantire la salvaguardia della pubblica incolumità e/o la perdita di un edificio, o parti di esso, a seguito di un evento calamitoso, come un incendio o un sisma. Tali operazioni devono essere facilmente rimuovibili ed eseguite da personale estremamente qualificato, poiché vengono effettuate in condizioni di precarietà lieve o grave.

Restauro e risanamento conservativo: sulla differenza tra i due interventi si generano dibattiti profondi. Volendo sintetizzare risposta e contenuto possiamo asserire che sono due acque dello stesso mare; in generale parliamo di attività edilizie volte a conservare e recuperare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili.

Più nello specifico, il restauro si rivolge alla conservazione, al recupero ed alla valorizzazione dei caratteri dell’edificio, e prevalentemente ai caratteri di interesse storico-artistico, architettonico o ambientale, anche con l’impiego di materiali e tecniche diverse da quelle originarie, purché congruenti con il carattere dell’edificio. Il risanamento conservativo, invece, è finalizzato al recupero igienico, statico e funzionale del manufatto, per il quale si rendono necessari il consolidamento e l’integrazione degli elementi strutturali e la modificazione dell’assetto planimetrico, anche con l’impiego di materiali e tecniche diverse da quelle originarie, purché congruenti con i caratteri dell’edificio. Tali interventi possono essere finalizzati anche alla modificazione della destinazione d’uso degli edifici, purché la nuova destinazione sia compatibile con i caratteri tipologici, formali e strutturali dell’organismo edilizio e sia ammessa dagli strumenti urbanistici vigenti.

In un paese come l’Italia oggi la tutela storica degli edifici e la loro conservazione in un’ottica di proiezione verso il futuro riveste un’importanza assolutamente primaria e imprescindibile, sia dal punto di vista culturale che economico, sia nell’ottica di garantire la sicurezza degli individui che abitano case, scuole, edifici pubblici e di culto.

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