Nuove tecnologie antisismiche: l’esperienza dell’Impresa Gaspari nella ricostruzione di edifici

Il territorio del Centro-Italia è stato pesantemente colpito dagli eventi sismici che si sono susseguiti prima nel 2009, poi tra il 2016 e il 2017; calamità che hanno lasciato ferite più o meno “gravi” su numerosissimi edifici.
Noi dell’Impresa Gaspari, esperti in interventi post-sisma, vogliamo fare una panoramica su come si interviene in seguito a un danneggiamento di questo tipo.
Gli edifici colpiti, infatti, possono essere danneggiati solo lievemente, e in questo caso è necessario ripararne le lesioni, rafforzarli localmente e ridurne le vulnerabilità strutturali; quando invece le lesioni e le vulnerabilità pregresse sono molto importanti si dice che le costruzioni sono danneggiate “pesantemente”.

I diversi gradi di danneggiamento di un edificio: come agire?

L’edificio “pesantemente danneggiato” necessita di un intervento di miglioramento sismico - non basta la semplice riparazione - oppure deve essere abbattutto e, di conseguenza, ricostruito sulla base delle corrette norme antisismiche, applicando tecnologie efficaci, all’avanguardia, per garantirne il futuro.
In base alla forma e alla massa dell’edificio sono oggi riconosciuti come molto efficaci diversi tipi di intervento. Ad esempio, per un edificio dai quattro piani in su si può optare per l’isolamento sismico alla base; per uno più basso tale tecnica può essere più onerosa a parità di efficacia, quindi meno efficiente.

Demolizione e ricostruzione post-sisma: l’esempio di Villino dei Giardini a L’Aquila

Un esempio di operazione post-sisma su edificio gravemente danneggiato è quella che abbiamo effettuato sul complesso residenziale denominato Villino dei Giardini, a L’Aquila.

L’edificio riportava danni pesanti, così abbiamo proceduto con un intervento di demolizione e ricostruzione; abbiamo dato vita ad un nuovo complesso edilizio costituito da un piano interrato e cinque piani fuori terra, di cui uno mansardato. Il nuovo immobile è dotato di tutti i più moderni sistemi antisismici.
All’interno dell’edificio, infatti, abbiamo installato un giunto sismico a pavimento  – mediante l’inserimento di una lamiera striata – in grado di assorbire eventuali spostamenti della struttura. Il giunto sismico consente di separare l’edificio, elevandolo dal terreno sottostante e circostante: in caso di sisma esso è in grado di muoversi senza danneggiarsi (per il fenomeno del martellamento). Tutto è completato da una serie di elementi architettonici progettati per scorrere ed incastrarsi tra loro al fine di consentire alla struttura di “fluttuare” senza però creare rotture.

 

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I passaggi da seguire, dal progetto alle operazioni concrete

Se il vostro edificio è stato dichiarato inagibile in seguito a un sisma, prima di tutto occorre valutare il grado di danneggiamento: bisogna capire se ci sono porzioni parzialmente agibili e se necessita di interventi di messa in sicurezza, per garantire la pubblica incolumità o la salvaguardia del fabbricato in caso di bene culturale tutelato.

Completato questo passaggio, sulla base dei rilevamenti interni ed esterni si predispone un progetto che deve poi essere realizzato. In alternativa, nel caso in cui non ci siano i presupposti per la messa in sicurezza, si dovrà procedere con la demolizione e la successiva ricostruzione; stessa soluzione è indicata quando la demolizione con ricostruzione si rivela più conveniente della messa in sicurezza con successiva riparazione. Questo, sempre nei casi di beni non vincolati.

Una volta approvato il progetto, sono diverse le tecniche di consolidamento più diffuse che possono essere applicate con efficacia riconosciuta; alcune di esse sono anche molto innovative e sono implementabili con successo sia su edifici in muratura che su edifici in calcestruzzo armato o a struttura mista.

La scelta del tipo di intervento. Da cosa dipende?

La scelta della tipologia di intervento - più o meno conservativa, più o meno invasiva - dipende dalla natura del fabbricato, dalla sua destinazione, dall’eventuale vincolo che insiste su di esso e da tante altre variabili che condizionano l’intervento. Di certo, tutte le tecniche che conosciamo in questo momento, se eseguite a regola d’arte, possono garantire il futuro di un edificio e il suo corretto comportamento in caso di sisma.
Ma qual è questo “corretto comportamento”? In generale un edificio deve essere abbastanza rigido da poter resistere alle sollecitazioni sismiche previste dalle norme; oppure, grazie a dispositivi innovativi come gli isolatori o i dissuasori sismici – laddove è possibile implementarli – deve poter dissipare o ammortizzare le sollecitazioni orizzontali e verticali. Il grado di sicurezza, chiamato “indice di rischio”, è un numero che varia tra 1 e 100: l’indice di rischio uguale a 100 equivale all’adeguamento. Un indice sopra a 80 è da considerarsi abbastanza elevato e quindi consigliato.
Attualmente, grazie ad agevolazioni come il “Sismabonus”, anche un privato può affrontare la spesa dell’adeguamento sismico del proprio immobile: grazie alle conoscenze scientifiche acquisite è più facile poter garantire un “indice di rischio” più elevato e quindi edifici più sicuri, intervenendo con operazioni non troppo invasive ma comunque molto efficaci.

Per il tuo intervento post-sisma rivolgiti all’Impresa Gaspari!

Ogni intervento, però, va affrontato con le dovute cautele. In questo ambito non bisogna mai agire con leggerezza: ogni fabbricato va valutato nel suo complesso, anche nel caso di un singolo appartamento su cui intervenire. La cosa migliore è sempre quella di affidarsi a professionisti preparati per la redazione dell’indagine di vulnerabilità sismica. Poi si possono fare tutte le valutazioni inerenti e, eventualmente, intervenire stabilendo costi e tempi necessari per ottenere il giusto risultato con operazioni adeguate.
Hai bisogno di un intervento post-sisma? Contattaci per un appuntamento, saremo felici di incontrarti!

 

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