Concattedrale dei Santi Gregorio Magno e Margherita a Ripatransone

Ripatransone (AP) - 2019

Un grande intervento di messa in sicurezza, ripristino e restauro, realizzato con perizia e velocità di esecuzione.

La concattedrale dei Santi Gregorio Magno e Margherita è il principale edificio di culto di Ripatransone, in provincia di Ascoli Piceno, concattedrale della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto. È basilica minore e triplice santuario, poiché include anche la cappella della Madonna di San Giovanni e la cripta della Misericordia e Morte, considerate templi a sé stanti.

Il progetto di costruzione (1597-1623) fu affidato all’architetto modenese Gaspare Guerra e fu oggetto di vari ampliamenti commissionati dal vescovo di Montalto Luigi Maria Canestrari. Dopo la costruzione della cupola (XVIII secolo) furono sostituiti il tetto e il pavimento, seguì il completamento della facciata e la costruzione della seconda sacrestia tra il 1837 e il 1842. La torre attuale, completata il 3 agosto 1902, fu opera di Francesco Vespignani, che sostituì un vecchio e più modesto campanile demolito nel 1884. Infine in sommità venne posta una grande statua del Redentore, in rame dorato, dell’altezza di 7 m e del peso di una tonnellata e nel 1988 fu ripristinata la croce originariamente imbracciata dal Redentore.

danni, conseguenza degli eventi sismici, si sono evidenziati in zone dove esistevano precedenti lesioni che si sono aggravate con le successive scosse. Le principali lesioni sono dovute al sisma, ma anche al grado di deterioramento sia dei laterizi che delle malte e hanno riguardato le volte delle navate laterali e i rispettivi archi sulla navata centrale, i due archi laterali – che si trovano nelle parti terminali del transetto – i pilastri e le murature a fianco dell’abside. Quest ultime presentavano profonde lesioni, segno evidente di schiacciamento. Evidenti le disconnessioni delle strutture lignee della copertura, con problemi legati a vecchi puntellamenti, inopportuni e scorretti dal punto di vista strutturale, sopra archi e volte. Ulteriori danni riguardavano le cortine murarie su via Giovanni da Ripatransone e su via Cuprense che presentavano discontinuità dovute a successivi ampliamenti, deterioramento sia dei laterizi che delle malte. Infine il tiburio, lesionato da alcune crepe storiche che si sono evidenziate.

L’edificio è stato lesionato dagli eventi sismici dell’agosto 2016 e successivi.

I lavori urgenti e indispensabili per la messa in sicurezza, il ripristino e il riutilizzo e il miglioramento sismico dell’edificio, che interessano in massima parte le strutture di sottotetto o esterne all’edificio, sono stati eseguiti e ultimati in pochi mesi nel corso del 2018.

  • Ancoraggio e ripristino delle lesioni interne contro facciata tramite incatenamenti e istallazione di fasce di tessuto in fibra di acciaio galvanizzato e geomalta certificata di pura calce idraulica naturale.
  • Consolidamento della seconda volta della navata sinistra e destra, mediante placcaggio estradossale con fasce in fibra di acciaio. Gli archi sono stati rinforzati e consolidati attraverso placcaggio intradossale con fasce di tessuto in fibra di acciaio galvanizzato e geomalta certificata di pura calce idraulica naturale.
  • Sistemazione del terzo arco sinistro nella navata centrale, con rinforzi all’intradosso, tramite rinforzo maschi murari per azioni nel piano e fuori dal piano. Il sistema utilizzato è stato il placcaggio diffuso con rete in fibra di basalto e acciaio inox e geomalta certificata pura calce idraulica naturale, e successivamente il rinforzo e consolidamento di archi mediante placcaggio intradossale con fasce di tessuto in fibra di acciaio galvanizzato e geomalta certificata pura calce idraulica naturale.
  • Demolizione e ricostruzione della parete divisoria del lato sinistro, tra abside e santuario, con muratura portante ad una testa e paramenti esterni di rinforzo a flessione, taglio ed ancoraggio in fibra.
  • Consolidamento dei due pilastri laterali tramite riparazioni di lesioni di muratura e opera di cuci – scuci con malta certificata. Legato a questo intervento il consolidamento e rinforzo di maschi murari, mediante iniezioni di malta iperfluida certificata e, placcaggio diffuso con rete in fibra di basalto e acciaio inox e geomalta certificata.
  • Riprese e consolidamento di cornici in gesso in quota, mediante resine, stucchi e sistema di ancoraggio in acciaio.
  • Revisione, rinforzo, sostituzione e ripristino delle strutture lignee portanti del tetto.
  • Ripristino paramento esterno muratura a faccia vista del tiburio ottagonale della cupola centrale, mediante ripresa delle murature esterne, con tecnica cuci-scuci.
  • Incatenatura superficiale mediante ristillatura dei giunti a faccia vista con malta certificata di pura calce idraulica naturale e barre elicoidali certificate in acciaio inox.
  • Rimozione manto di copertura cupola altare del SS. Sacramento, poiché in Eternit, e successiva realizzazione di nuovo manto in tessere di rame, simile a quello utilizzato nel cupolino della Lanterna.

Un intervento diffuso che ha consentito di toccare le tante parti degradate e lesionate, culminato con il necessario restauro artistico.

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