Riparazione Nuove Terme di Acquasanta

Acquasanta Terme - 2018

Intervento di riparazione: la Gaspari Gabriele srl in ati con l’impresa ascolana Giancarlo Mariani Restauri ha eseguito in meno di 180 giorni naturali e consecutivi la riparazione dell’edificio.

Il complesso oggetto dell’intervento è una struttura ricettiva sita nel Comune di Acquasanta Terme (AP), al temine di Via del Bagno.

L’immobile, di proprietà della Nuove Terme di Acquasanta Spa, si sviluppa su diversi livelli: i piani seminterrato (fanghi, idromassaggi, camerini, spogliatoi, cucina) e terra (hall, uffici, reparto inalazioni, sala da pranzo) sono destinati alle cure termali e ristorazione mentre i primo, secondo e terzo ospitano esclusivamente le camere.

L’edificio ha una superficie lorda in pianta di circa 3.000 mq  e una estensione complessiva di oltre 8.500 mq nei vari piani ed è completo di piscina esterna, terrazza e  corpo sala convegni.

Gli interni del Nuovo Complesso Termale

Struttura e Interventi

Il corpo principale risale al dopoguerra e la struttura è stata nei decenni successivi oggetto di ampliamenti, sopraelevazioni, ristrutturazioni e modifiche varie. Costruita prevalentemente con muratura in blocchi di pietra, muratura in blocchi di calcestruzzo misti a travi e pilastri in c.a., presenta alcune porzioni realizzate con mattoni pieni e pilastri in c.a., mentre i solai sono in latero-cemento, tranne la parte della sala da pranzo recentemente realizzata in legno.

Il complesso, danneggiato dagli eventi sismici del 24 agosto 2016 e successivi, mostrava lesioni diffuse principalmente negli elementi di partizione e anche sulle strutture portanti verticali, oltre a quelle presenti nei travetti dei solai più lunghi; tali lesioni risultavano particolarmente accentuate su tutti i giunti presenti tra le parti costruite in epoche diverse. Evidenti le carenze di connessione tra le strutture portanti e le partizioni leggere.

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Gli interventi eseguiti sono stati corposi e si dividono in due categorie.

Riparazione del danno sismico
Le operazioni di riparazione delle lesioni sono state eseguite attraverso  interventi di cuci e scuci diffusi sulle murature portanti (eseguiti con materiali similari per elasticità e resistenza), riprese di murature, riparazione dei tamponamenti e dei solai lesionati tramite riprese dei copriferri dei travetti fessurati con malte fibro-rinforzate, oltre alla demolizione e ricostruzione integrale delle murature stesse ove necessario.

I lavori per l’eliminazione delle vulnerabilità e degli ammaloramenti locali comprendono:

  • la realizzazione di sistemi “antiribaltamento” dei tamponamenti tramite idonei collegamenti a travi e pilastri eseguiti su entrambi i lati delle pareti con reti in fibra (basalto e acciaio) e barre elicoidali,
  • il risanamento dei solai ammalorati mediante l’asportazione delle pignatte ammalorate e/o danneggiate,
  • l’asportazione delle parti non coese ai travetti, delle parti ossidate dai ferri e successiva ricostruzione dello strato di malta copriferro,
  • il trattamento delle armature del c.a. con malta passivante e ricostruzione dello strato copriferro,
  • la realizzazione di presidi “anti-sfondellamento” dei solai mediante la posa di rete in fibra di vetro pre-apprettata e opportunamente collegata alle murature e alle strutture perimetrali,
  • la ripresa dei copriferro dei cornicioni e dei travetti in calcestruzzo lesionati o distaccati mediante spicconatura,
  • la pulizia e ripresa dei ferri con vernici passivanti e ricostruzione del copriferro,
  • l’ancoraggio degli elementi non strutturali pericolosi o in parte fessurati (abbaini in copertura, canna fumaria esterna lato prospetto posteriore) mediante vincoli bilaterali in tessuto bidirezionale in fibra di basalto e fiocchi collegati efficacemente alla struttura portante dell’edificio.

I lavori di riparazione hanno anticipato le opere di finitura connesse alle parti danneggiate quali intonaci, tinteggiature, rivestimenti, pavimentazioni.

Il risultato finale è stato molto soddisfacente sia dal punto di vista qualitativo dell’intervento, sia nei tempi d’esecuzione che hanno consentito la riapertura del complesso; oltre quaranta operatori sono tornati a lavoro in una delle principali attività produttive delle parte montana della Provincia di Ascoli Piceno.

Restauri

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