Restauro dello storico castello Rocca d’Ajello

Camerino - 2019

Importante ristrutturazione storico monumentale a Camerino realizzata con professionalità in soli 180 giorni

Il castello “Rocca d’Ajello” è sito nella contrada di Camerino dell’omonimo comune. Posto sul crinale di una collina, è costituito da una serie di corpi connessi fra loro. Sono variamente articolati e di consistenze diverse ma costituiscono un unico complesso monumentale. È stato edificato dai Duchi di Varano a partire dal XII sec. Seppur siano evidenti interventi successivi alla sua prima realizzazione, conserva un carattere di unitarietà costruttiva con paramenti murari in pietra di arenaria squadrata, solai a volta di pietra e in legno, copertura in legno e laterizio (vedi allegati). Le pareti, in particolare quella nord-ovest, sono costituite da muratura a sacco con paramenti esterni ed interni dello spessore di 40 centimetri circa, in pietra di arenaria più o meno squadrata e di varia pezzatura a seconda delle altezze, legata con malta di calce. Il complesso principale, l’adiacente chiesa di San Biagio e i giardini all’italiana dominano il paesaggio boscoso circostante. L’insieme è uno dei complessi più suggestivi della Regione Marche.

Gli eventi sismici dell’Agosto 2016 hanno però causato diversi dissesti nelle opere murarie.

Dopo il sisma, il corpo principale nella parete nord-ovest (lunga oltre 45 metri ed alta circa 15 metri) presentava un leggero fuori piombo con interessamento di parte della parete ovest nel punto di connessione. La parete ha subito un principio di rotazione verticale verso l’esterno, intorno all’asse di appoggio. Le strutture secondarie ai livelli più alti sono state lesionate, in particolare nei controsoffitti in “camorcanna” decorata, nei pavimenti e nelle merlature. Seppur con diversa estensione anche le torri hanno subito conseguenze analoghe che hanno comportato diversi dissesti: sconnessione delle pareti lungo gli spigoli di contatto, conseguente espulsione delle travi di legno poste a sostegno degli orizzontamenti, abbattimento tra i paramenti murari con lesioni delle murature di contatto e danneggiamento degli intonaci e controsoffitti. L’arco posto all’esterno del al complesso, posizionato sull’unica strada di accesso per la corte interna, era privo di catena. Il cuneo di spinta era in evidenza compromettendone la stabilità.

L'affascinante struttura esterna

A questi danneggiamenti sono seguiti lavori di riparazione e di riduzione della vulnerabilità sismica. Per mettere in sicurezza la parete nord-ovest e diminuire le pressioni sia all’interno della muratura che sul piano di appoggio delle fondazioni è stato necessario:

  • eliminare le spinte orizzontali non contrastate dalle volte, con apposite catene metalliche
  • aumentare la resistenza della muratura collegando i due paramenti del “sacco” con cuciture ed iniezioni di malte
  • consolidare il terreno di fondazione che, sia pur roccioso, si presenta fessurato ed al limite della capacità portante nei confronti delle sollecitazioni indotte

L’insieme di questi interventi ha apportato un notevole miglioramento della connessione della parete con il resto del corpo dell’edificio. Con lo stesso criterio, specificatamente con opportune cuciture tiranti disposte secondo il piano mediano delle pareti stesse, si è ripristinata la connessione dello spigolo ovest con il resto delle murature. Le azioni di ripristino di tipo convenzionale (cuci e scuci, consolidamenti locali, risarcimenti profondi delle stuccature) sono stati effettuati in tutti i punti in cui la muratura si presenta lesionata e sconnessa. Si sono eliminate le spinte delle volte del 1°, 2° e 3° livello con ripristini murari in chiave (intradosso) ed apposite catene metalliche passanti, disposte all’imposta delle volte stesse.

Il corpo centrale presenta per una lunghezza di circa 35 metri rispetto ai 45 totali, solo muri portanti e nessun muro ortogonale. Pertanto è stata disposta una reticolare in acciaio e legno in posizione sommitale alle pareti, giacente sul piano orizzontale, posizionata sopra le volte in “camorcanna” dell’ultimo livello e sotto le capriate in legno della copertura.

Agli spigoli delle torri si è operato con:

  • risarcimento delle lesioni e delle sconnessioni della muratura, in particolare in corrispondenza degli angoli con interventi di “cuci e scuci”
  • scarificatura profonda e stuccatura a vista con malta di calce ed idonei protettivi dell’intero paramento esterno ed interno
  • consolidamento della parete a sacco ai vari livelli per mezzo di iniezioni per migliorare l’effetto di insieme
  • consolidamento degli spigoli ai vari livelli con tiranti di acciaio passanti (catene) disposti lungo i lati interni dei muri.

Infine l’arco posto esternamente al complesso ha visto il risarcimento delle lesioni e delle sconnessioni della muratura con interventi di “cuci e scuci” e, il contrasto della spinta orizzontale tramite tiranti di acciaio (catene) disposti internamente.

Efficienza e professionalità

Al termine di lavori eseguiti in meno di 180 giorni naturali e consecutivi, la struttura è tornata alla sua attuale vocazione ricettiva. Il castello dispone di ampi spazi esterni, di tre vaste sale per un totale di 450 posti, una cucina attrezzata e vari servizi distribuiti per tutto il Monumento. Offre quindi diverse scelte organizzative e la sicurezza di uno svolgimento ottimale dell’evento anche in caso di maltempo senza ricorrere a tensostrutture.

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